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NUOVO CORONAVIRUS IN CINA (SARS-CoV-2): PROBABILE ORIGINE ANIMALE

Ultimo Aggiornamento 26/02/2020

  • 26 febbraio 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo Coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.

I focolai di nuove infezioni virali tra le persone sono sempre fonte di preoccupazione per la salute pubblica, specialmente quando c’è poca conoscenza delle caratteristiche del virus, di come si diffonde tra le persone, di quanto gravi siano le infezioni risultanti e di come trattarle.

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus che causano infezioni nell’uomo ed in una varietà di animali tra cui uccelli e mammiferi come gatti, cammelli e pipistrelli. Alcuni Coronavirus sono zoonotici, il che significa che si possono trasmettere dagli animali all’uomo.

Ad oggi sette Coronavirus hanno dimostrato di infettare e causare malattie nell’uomo. Quando i Coronavirus animali si evolvono, possono infettare le persone e poi diffondersi da persona a persona, facendo il così detto “salto di specie” e possono causare focolai di malattia come è accaduto in passato per la Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS-CoV) e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS). Per la MERS gli studi condotti hanno indicato i dromedari come serbatoi del virus che sporadicamente possono infettare l’uomo, e per la SARS, gli studi hanno confermato una vasta gamma di possibili serbatoi del virus, (come zibetti, gatti domestici, furetti e pipistrelli ad esempio) in grado di trasmettere l’infezione all’uomo. Di contro, esistono anche numerosi Coronavirus noti, che circolano negli animali e che non hanno ancora infettato l’uomo.

La fonte primaria di questo nuovo Coronavirus identificato in Cina (2019-nCoV) non è ancora certa, e sono in corso indagini per identificarla, ma il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle malattie (ECDC) indica l’origine animale come più probabile.

Secondo l'OMS (situation report n. 22 del 11 febbraio 2020) sempre più prove scientifiche dimostrano il legame tra il 2019-nCoV con altri Coronavirus già noti (CoV) circolanti nei pipistrelli, in particolare delle sottospecie Rhinolophus. Queste sottospecie di pipistrelli sono presenti in Cina ma anche in tutta l'Asia, Medio Oriente, Africa ed Europa. Tuttavia, la via di trasmissione del virus dalla fonte animale all'uomo, al principio dell'epidemia, è ancora poco chiara e sono in corso studi a riguardo.

L'attuale ipotesi più probabile, afferma l'OMS, è quella di un animale, che come ospite intermedio, abbia svolto un ruolo nella trasmissione del virus dai pipistrelli all'uomo, ed invita a rafforzare le attività di controllo sull'igiene degli alimenti e sulle buone pratiche igieniche nei mercati con presenza di animali vivi, volte a proteggere le persone dalle possibili malattie sia zoonotiche sia di altra natura.

La trasmissione da uomo a uomo del nuovo virus e la trasmissione ad operatori sanitari è stata confermata dalle autorità cinesi e dall'OMS. Le modalità di trasmissione del virus non sono ancora del tutto chiare e sono necessarie maggiori informazioni epidemiologiche, che vengono costantemente aggiornate e valutate, ma la via di trasmissione principale risulta essere quella respiratoria.

Il 30 gennaio 2020, dopo la seconda riunione del Comitato di sicurezza, il Direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il focolaio da nuovo Coronavirus 2019-nCoV un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PublicHealth Emergency of International Concern - PHEIC), come sancito nel Regolamento Sanitario Internazionale (International Health Regulations, IHR, 2005).

L'11 febbraio 2020, seguendo le best practices per denominare le nuove malattie infettive dell'uomo sviluppate in collaborazione con l'OIE (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale) e la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), l'OMS ha denominato la malattia respiratoria causata dal 2019-nCoV COVID-19 (abbreviazione di "coronavirus disease 2019"). Il 12 febbraio 2020 il nuovo Coronavirus è stato denominato Sindrome Respiratoria Acuta Grave da Coronavirus 2 (SARS-CoV-2).

Al 26 febbraio 2020, secondo l’ultimo aggiornamento dell’ECDC, risultano 81.027 casi confermati di COVID-19, 2.763 decessi (di cui 12 avvenuti in EU/SEE, Regno Unito e Svizzera), e diversi casi importati e non, sono stati identificati in diversi Paesi dell'Asia, Australia, Nord America ed Europa.

In Europa (UE/SEE) e nel Regno Unito, al 26 febbraio 2020, risultano 381 casi confermati del nuovo Coronavirus nei seguenti Paesi:

  • Italia (322* casi confermati), di cui 5 casi importati e 317 acquisiti localmente;
  • Germania (18 casi confermati), di cui 3 casi importati e 15 acquisiti localmente;
  • Francia (14 casi confermati), di cui 7 casi importati e 7 acquisiti localmente;
  • Regno Unito (13 casi confermati), 12 casi importati e 1 acquisito localmente;
  • Spagna (casi confermati), casi importati;
  • Austria (casi confermati), casi importati;
  • Svizzera (caso confermato), caso importato;
  • Croazia (caso confermato), caso importato;
  • Belgio (caso confermato), caso importato;
  • Finlandia (1 caso confermato), caso importato;
  • Svezia (caso confermato), caso importato.

*374 casi confermati (Fonte: Ministero della Salute, 26 febbraio 2020 ore 12.00)

La maggior parte dei Paesi dell’UE ha in atto piani e misure per contenere questo tipo di infezione, Italia compresa. L’applicazione tempestiva e rigorosa delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) intorno ai casi rilevati nell’UE/SEE e Regno Unito del nuovo Coronavirus permetterà di mantenere bassa la possibilità di una ulteriore diffusione sostenuta nella comunità e nelle strutture sanitarie.

L'ECDC ha aggiornato la valutazione del rischio affermando che:

  • il rischio di infezione per i cittadini UE/SEE e Regno Unito è attualmente considerato da basso a moderato;
  • il rischio di insorgenza di clusters, simili a quello che si è verificato in Italia, associati a COVID-19, in altri Paesi dell'EU/SEE e Regno Unito è attualmente considerato da moderato a elevato;
  • il rischio di infezione per i cittadini UE/SEE e Regno Unito che risiedono o visitano aree con presunta trasmissione locale in corso nella popolazione è attualmente elevato;
  • il rischio per la capacità dei sistemi sanitari EU/SEE e Regno Unito durante il picco della stagione influenzale è considerato da basso a moderato
  • rimangono tuttavia significative incertezze riguardo alla trasmissibilità e alla sottostimata rilevazione, in particolare tra i casi lievi o asintomatici.

Il Ministero della Salute ha creato un sito tematico sul Nuovo Coronavirus, dove poter reperire gli ultimi aggiornamenti e informazioni sulla situazione nazionale ed internazionale; sono disponibili dei consigli utili ai viaggiatori diretti verso le aree colpite, che si trovano nelle aeree colpite o di ritorno dalle stesse. Lo stesso Ministero ha anche potenziato lo staff del numero di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24, dove personale medico e infermieristico appositamente formato, risponderà alle domande dei cittadini in merito all'epidemia in corso del nuovo Coronavirus, epidemia con epicentro a Wuhan, ma con rischio di infezione in qualsiasi area dove vengano rilevati casi.

In una situazione di emergenza a livello globale come quella che si sta verificando per il nuovo Coronavirus le false notizie ed allarmismi infondati si succedono di giorno in giorno. L'OMS anche tramite il suo sito web, nella sezione Myth busters sta cercando di arginare il fenomeno. Una di queste, riguarda i nostri amici a quattro zampe: "possono gli animali domestici diffondere il nuovo Coronavirus (2019-nCoV)?". L'OMS afferma che "al momento non esiste nessuna evidenza sul fatto che gli animali da compagnia, come cani e gatti possano essere infettati dal nuovo Coronavirus. Comunque, è sempre buona norma, lavarsi le mani con acqua e sapone dopo aver toccato gli animali. Questo protegge l'uomo dalla possibile trasmissione di comuni batteri come E. coli e Salmonella che possono essere trasmessi dagli animali all'uomo."

Anche il Ministero della Salute, sempre per combattere le false notizie e gli allarmismi infondati, che nel corso di una epidemia come quella che si sta verificando con COVID-19, possono creare effetti dannosi a livello sociale ed economico, ha sottoscritto un accordo con Twitter e con Facebook che metteranno in evidenza nelle ricerche il link ufficiale del Ministero della Salute. "La corretta informazione è parte della prevenzione", ha affermato il Ministro della Salute Roberto Speranza.

E proprio per informare correttamente i cittadini, è stato pubblicato il 17 febbraio 2020, un decalogo sulle principali indicazioni di prevenzione contro il nuovo SARS-CoV-2 e le più frequenti false notizie circolanti, puntualmente smentite. All'iniziativa dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) e del Ministero della Salute ha aderito anche la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), assieme alla Conferenza Stato Regioni e ad altri ordini professionali. Il decalogo è disponibile in versione poster e pieghevole:

Trattandosi di una situazione emergente ed in rapida evoluzione, le informazioni sulle indagini in corso sono costantemente aggiornate.

Autore: Dott.ssa Moira Mattioni

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2020 - Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2020

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Categorie: Emergenze
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