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Zoonosi

  • 25 novembre 2015
  • Autore: Redazione VeSA
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Da tempo immemorabile è noto che esistono malattie che possono trasmettersi dagli animali all'uomo e viceversa, queste malattie vengono definite "zoonosi".
Nel 1959 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha adottato,per le zoonosi, la seguente definizione:

"malattie e infezioni naturalmente trasmesse tra animali vertebrati e l'uomo".

Esse comprendono un gruppo eterogeneo d’infezioni, che possono essere di natura batterica, virale, parassitaria e da agenti non convenzionali (prioni).
Le zoonosi conosciute sono molto numerose  (oltre 200 secondo l’organizzazione mondiale della sanità) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria.
Nel mondo moderno queste malattie, a causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti d’origine animale tra i vari paesi, stanno acquistando un’importanza crescente e la prevista possibilità di trapiantare organi animali nell'uomo (xenotrapianti) fa temere che agenti infettivi tuttora ignoti (virus, prioni, ecc.) possano passare dall'animale donatore (come il suino) al ricevente umano. Inoltre il pericolo della loro diffusione è ulteriormente aggravato dall’aumento degli animali, domestici e selvatici, che sempre più numerosi vivono in ambiente urbano.
L'interesse per questo tipo di malattie ha portato ad un ampliamento delle conoscenze ed ha spinto ad approfondire anche alcuni aspetti socio-economici. In quest’ottica, si è proposto recentemente (A. Mantovani) un allargamento della definizione di zoonosi:

"danno alla salute e/o qualità della vita umana causato da relazione con (altri) animali vertebrati, o invertebrati commestibili o tossici".

Accettata questa definizione, in aggiunta alle classiche malattie trasmissibili, sono considerate zoonosi anche: le malattie allergiche da contatto con animali o da ingestione di alimenti di origine animale; le malattie da sostanze chimiche (es. antibiotici) presenti negli alimenti d’origine animale; le malattie derivanti da morsi di serpente o da punture di artropodi.
Non sono invece zoonosi le malattie come la malaria, della quale non si ammala la zanzara anofele, ma soltanto l’organismo umano.
Le zoonosi possono diffondersi da un animale all’altro e dagli animali all’uomo, mentre di solito non si trasmettono da un uomo all’altro e pertanto l’uomo si ammala soltanto tramite gli animali.
Gli animali possono trasmettere la malattia direttamente all’uomo (ad es. nel caso della Rabbia, della Tubercolosi, della Brucellosi ecc.) oppure indirettamente, vale a dire che non è necessario stare in contatto con l’animale per ammalarsi, ma è sufficiente venire a contatto con oggetti o ingerire cibi che, a loro volta, sono stati contaminati dagli animali infetti tramite le loro feci ed urine (ad es. Leptospirosi, Criptosporidiosi ecc) o tramite l'ingestione di cisti parassitarie (Echinococcosi , Trichinosi).
Nel novembre del 2003 il Parlamento Europeo ha emanato una direttiva ( 99/2003 CE ) recepita in Italia con il Decreto Legislativo 4 aprile 2006, n. 191 del 25 Maggio 2006 che ha come obiettivo un’adeguata sorveglianza delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della resistenza agli antimicrobici ad essi correlata ed un'adeguata indagine epidemiologica dei focolai di tossinfezione alimentare, per consentire di raccogliere le informazioni necessarie ad una valutazione delle relative tendenze e fonti.
In base al Decreto n. 191 sopraccitato le zoonosi da sottoporre a sorveglianza vengono distinte in 2 gruppi:

Zoonosi ed agenti zoonotici da sottoporre a sorveglianza

  • Brucellosi e relativi agenti zoonotici;
  • Campilobatteriosi e relativi agenti zoonotici;
  • Echinococcosi e relativi agenti zoonotici;
  • Listeriosi e relativi agenti zoonotici;
  • Salmonellosi e relativi agenti zoonotici;
  • Trichinellosi e relativi agenti zoonotici;
  • Tubercolosi causata da Mycobacterium bovis;
  • Escherichia coli che produce verocitotossine;

    Elenco delle zoonosi e degli agenti zoonotici da sottoporre a sorveglianza in funzione della situazione epidemiologica

    1. Zoonosi virali
    — Calicivirus;
    — Virus dell'epatite A;
    — Virus dell'influenza;
    — Rabbia;
    — Virus trasmessi da artropodi;

    2. Zoonosi batteriche
    — Borrelliosi e relativi agenti zoonotici;
    — Botulismo e relativi agenti zoonotici;
    — Leptospirosi e relativi agenti zoonotici;
    — Psittacosi e relativi agenti zoonotici;
    — Tubercolosi diverse da quella di cui alla parte A;
    — Vibriosi e relativi agenti zoonotici;
    — Yersiniosi e relativi agenti zoonotici;

    3. Zoonosi da parassiti
    — Anisakiasis e relativi agenti zoonotici;
    — Criptosporidiosi e relativi agenti zoonotici;
    — Cisticercosi e relativi agenti zoonotici;
    — Toxoplasmosi e relativi agenti zoonotici;

    4. Altre zoonosi ed agenti zoonotici
     
    Pertanto il nuovo approccio scientifico in materia di sicurezza alimentare avviato nella Comunità Europea con l'emanazione dei Regolamenti (CE) n.178/2002, n.882/2004, n. 852/2004, n.853/2004,e n. 854/2004, miranti a consolidare, aggiornare e semplificare la legislazione comunitaria sull'igiene dei prodotti alimentari, garantendo nel contempo un elevato livello di tutela della salute pubblica, prevede un’importante attenzione alla individuazione delle fonti di zoonosi attraverso la raccolta delle informazioni sulla probabilità di contrarre infezione da agenti zoonosici riscontrati negli animali, negli alimenti, nei mangimi e nell'uomo.



    Fonti:

    www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/animale/dwd/zoonosi.doc

    Mantovani. Appunti sullo sviluppo del concetto di zoonosi. Atti III Convegno Nazionale di Storia della  Medicina Veterinaria. Lastra a Signa (FI), 23-24 settembre 2000

    Mariateresa Antonucci- “Giornata internazionale sulle zoonosi e le malattie trasmesse da alimenti” Facoltà di Medicina Veterinaria, Ozzano Emilia (Bo), 24 maggio 2005.

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