X
GO

Isolato il virus responsabile del focolaio di chikungunya nel Lazio

  • 28 settembre 2017
  • Autore: Redazione VeSA
  • Visualizzazioni: 645
  • 0 Commenti

La Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali, Regione Lazio ha comunicato il 20 settembre 2017 che è stato isolato dal laboratorio di Virologia dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, laboratorio di riferimento regionale per gli agenti patogeni umani, il virus che sta causando l’epidemia di Chikungunya nel Lazio.

Il virus isolato è stato denominato: CHIKV/ITA/Lazio-INMI1-2017
Il virus è stato caratterizzato su base molecolare, la sequenza è stata depositata al National Center for Biotechnology Information, National Institute of Health, USA, e a breve sarà accessibile per la comunità scientifica.

Non è sorprendente l'identificazione del ceppo virale coinvolto nell'epidemia del Lazio come uno molto vicino al ceppo ECSA coinvolto nell'epidemia in corso in Pakistan, anche se questo virus non ha la mutazione A226V.

Altre mutazioni non ancora definite potrebbero essere responsabili della competenza vettoriale di Aedes albopictus, permettendogli di sostenere l’attuale epidemia. Il fatto che sia stato trovato l'RNA di chikungunya in una zanzara di piccole dimensioni, suggerisce un elevato livello di circolazione del virus nella zona.

Il SERESMI, Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive del Lazio ha registrato un totale di 102 notifiche di casi di chikungunya al 22 settembre 2017.

I prossimi bollettini sull’evoluzione della situazione saranno emessi a cadenza settimanale.

 Sono stati segnalati anche altri due casi: 1 dalla Regione Marche e 1 dalla Regione Emilia-Romagna, entrambi collegati al focolaio di Anzio.

Sito Regione Lazio

Sito Regione Marche

Sito Regione Emilia Romagna

 

Background

La Chikungunya, endemica in Africa, sud-est asiatico, subcontinente indiano, Regione pacifica e nella aree tropicali delle Americhe, si trasmette da persona a persona attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Aedes, soprattutto Aedes aegypti ed Aedes albopictus (la zanzara tigre).

Nel nostro Paese Aedes albopictus è stata identificata per la prima volta nel 1990 nelle regioni del Nord-Est Italia e da allora si è diffusa in tutto il territorio. 

Nel 2007 è stato registrato un focolaio epidemico nella Provincia di Ravenna (luglio-settembre) che ha portato all’istituzione di un piano nazionale per la sorveglianza e il controllo della malattia e, tra il 2014 e il 2016, sono stati identificati 128 casi possibili/probabili/confermati di Chikungunya importata, soprattutto dal Centro e Sud America. 

 

Situazione attuale

L’estate 2017 è stata caratterizzata da temperature particolarmente elevate e da una insolita siccità che si è protratta da maggio ad agosto: situazione che avrebbe dovuto impedire la diffusione delle zanzare ma che è stata contrastata da altri fattori paralleli, come la presenza di numerosi siti di riproduzione artificiale in giardini privati costantemente irrigati. 

L’8 settembre l’Italia ha segnalato la presenza di casi autoctoni all’Unione europea attraverso il Sistema di allarme rapido e di reazione dell’Unione Europea (Ewrs), così da allertare tutti i Paesi sul focolaio in corso.

Il sistema EWRS è un sistema informatico ad accesso riservato che consente agli Stati membri di segnalare tempestivamente eventi con un potenziale impatto sull'UE, condividere informazioni e coordinare la risposta. Il sistema è già stato impiegato con successo nei precedenti casi di SARS, influenza pandemica A(H1N1) e altre malattie trasmissibili.

Lo scambio di informazioni è disciplinato da una decisione dell'UE e da diverse decisioni di attuazione.

Parallelamente sono state messe in campo attività locali di controllo sulle larve e le zanzare e sono state diffuse informazioni sulle misure da adottare per evitare i morsi di zanzara e per rimuovere eventuali siti di deposito delle larve. Infine, in Lazio, sono state adottate misure precauzionali sulle donazioni di sangue.

Al 22 settembre 2017 sono stati confermati 102 casi e le indagini sono tuttora in corso.

 

Per approfondire:

Leggi il Piano Nazionale di sorveglianza delle arbovirosi 2017 (ita)

Sezione Chikungunya del Centro Nazionale Sangue (ita)

Sito del Ministero della Salute

Leggi l’articolo “Detection of a chikungunya outbreak in Central Italy, August to September 2017” (Eurosurveillance, Volume 22, Issue 39, 28/Sep/2017).

 

Autore: Dott.ssa Alba Minnozzi 

Stampa
Tag:
Valutazioni:
Nessuna valutazione

Redazione VeSARedazione VeSA

Altri articoli di Redazione VeSA

Contatta l'autore

Nome:
Email:
Oggetto:
Messaggio:
x