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PIANO NAZIONALE RESIDUI (PNR) 2018: Relazione finale

  • 8 ottobre 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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Il PNR

La Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione (DGISAN) ha pubblicato il 7 Ottobre 2019 la “Relazione finale sui risultati del Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui (PNR) – Anno 2018”.

Il Piano Nazionale Residui è un piano di sorveglianza che si attua in Italia per la ricerca dei residui delle sostanze farmacologicamente attive e dei contaminanti negli animali vivi, nei loro escrementi e nei liquidi biologici, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio nonché nei tessuti e negli alimenti di origine animale. Il campionamento si effettua nella fase di allevamento degli animali e nella prima trasformazione dei prodotti di origine animale.

Gli obiettivi del PNR sono i seguenti:

1) svelare i casi di somministrazione illecita di sostanze vietate;

2) evidenziare i casi di somministrazione di sostanze non autorizzate o utilizzate a condizioni diverse da quelle autorizzate;

3) verificare la conformità dei residui di medicinali veterinari, di prodotti fitosanitari e di contaminanti ambientali con i limiti massimi di residui e con i tenori massimi fissati dalle norme comunitarie e nazionali.

 

Il Piano Nazionale Residui viene predisposto annualmente dal Ministero della Salute sulla base di:

  1. specifiche richieste della Commissione europea e dei Laboratori Europei di Riferimento per i residui;
  2. non conformità riscontrate negli anni precedenti;
  3. variazione delle realtà produttive territoriali;
  4. segnalazioni di allerta, attivate negli anni precedenti, relative a residui chimici in alimenti e mangimi;
  5. aggiornamenti scientifici e/o normativi;
  6. qualsiasi altro elemento ritenuto utile ai fini della sorveglianza dei residui (attività dei NAS, indicazioni da parte del Nucleo di farmacosorveglianza, dati di utilizzo dei farmaci, ecc).

Le categorie animali e i prodotti di origine animale sottoposte a campionamento nel PNR sono: bovini, suini, ovi-caprini, equini, volatili da cortile, conigli, selvaggina allevata, selvaggina cacciata, acquacoltura, latte, uova e miele.

Le sostanze da ricercare, come previsto dall’allegato I del D.Lgs 16 marzo 2006, n. 158 (cfr la tabella seguente) sono suddivise in 2 Categorie: A che comprende le “Sostanze ad effetto anabolizzante e le sostanze non autorizzate”, e B di cui fanno parte i “Medicinali veterinari” e i “Contaminanti ambientali”.

Il PNR consiste quindi nella ricerca delle sostanze appartenenti ai gruppi riportati in tabella, negli animali vivi e nei prodotti di origine animale, ai livelli ed alle frequenze di campionamento previsti dalle norme vigenti. Il campionamento è eseguito in maniera imprevista, inattesa e in momenti non fissi e in giorni non particolari della settimana, ad intervalli variabili distribuiti sull’intero arco dell’anno, adoperando ogni precauzione per far si che il “fattore sorpresa” nei controlli sia costante. Inoltre i campioni prelevati in attuazione del PNR sono campioni mirati cioè prelevati con lo scopo di ricercare evidenze di trattamento illecito o verificare la conformità con i limiti massimi di residui delle varie sostanze come stabilito dalle normative di settore.

Nell’ambito del PNR sono previsti tre tipi di attività:

  1. Piano
  2. Extrapiano
  3. Sospetto

Il Piano propriamente detto comporta il prelievo di campioni mirati, pianificati dal Ministero per i diversi settori produttivi sulla base dell'entità delle produzioni nazionali e regionali, secondo i requisiti stabiliti dalle norme europee.

L’Extrapiano è predisposto dal Ministero o dalle Regioni nei casi di specifiche esigenze nazionali o locali, al fine di intensificare i controlli per la ricerca di gruppi di residui o di sostanze in specie/categorie animali, prodotti di origine animale/matrici, già previsti dal piano.

Il campionamento su Sospetto prevede il prelievo di campioni nei casi in cui ci sia motivo di sospettare la presenza di residui. Il campionamento può essere causato da una prima positività riscontrata nell’ambito del Piano o dell’Extrapiano, può essere di tipo clinico-anamnestico, laddove il veterinario al momento del prelievo rilevi indizi di alterazioni cliniche o modifiche di organi e tessuti, oppure causato da esiti diagnostici sospetti al test istologico.

I campioni, prelevati dai Servizi Veterinari delle Autorità Sanitarie Locali, sono quindi inviati per l’analisi ai laboratori della rete nazionale degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali che provvedono all’inserimento dei risultati nel sistema informativo NSIS/PNR. Gli Assessorati regionali (o provinciali per le Province Autonome) verificano le informazioni presenti nel sistema e provvedono alla loro convalida al fine di ufficializzare il dato e renderlo disponibile per la successiva elaborazione e trasmissione, da parte del Ministero, ad EFSA e alla Commissione europea.

I risultati del campionamento sono stati quindi trasmessi come previsto entro il 30 giugno 2019 all’EFSA.

 

PNR 2018

Nell’ambito del Piano Nazionale Residui 2018 sono stati prelevati 32.893 campioni e sono state effettuate 325.383 determinazioni analitiche, come riassunto nella seguente tabella:

Tipo di Piano

Numero di campioni prelevati

Numero di analisi

Piano

29.377

367.318

Extrapiano

2.648

38.167

Sospetto

868

19.898

Tot

32.893

325.383

 

Nell’ambito del Piano propriamente detto sono stati prelevati 29.377 campioni, alcuni dei quali sono stati analizzati sia per sostanze del gruppo A (Sostanze vietate e non autorizzate) (41.8% pari a 12.294 campioni), che per sostanze del gruppo B (Medicinali autorizzati e contaminanti) (67.2 % pari a 19.754 campioni).

Dai risultati emerge che il 99.9 % dei campioni analizzati risulta conforme.

I campioni che hanno fornito risultati non conformi per la presenza di residui sono stati complessivamente 26, pari allo 0,1 % del totale dei campioni analizzati.

La maggior parte delle non conformità è riferibile al superamento dei limiti massimi di residui per le sostanze antibiotiche (17 campioni), seguiti, con percentuali notevolmente più basse, da coccidiostatici (3 campioni) e cortisonici (2campioni).

Il maggior numero delle non conformità è riscontrato al macello ed è riferibile a bovini, suini e volatili, in accordo con il maggior numero di campionamenti per queste tipologie di settori produttivi.

 

Nell’ambito dell’Extrapiano sono stati prelevati 2.648 campioni e di questi 13 sono risultati irregolari (pari allo 0.5 % del totale dei campioni prelevati).

La maggior parte dei campionamenti è stata effettuata sul latte per la ricerca di sostanze antibatteriche e di aflatossine ed in effetti la maggior parte delle non conformità riguarda proprio queste due categorie di sostanze.

 

Infine per quanto riguarda il campionamento su Sospetto nel 2018 sono stati prelevati 868 campioni riguardanti soprattutto i bovini ed in totale sono stati riscontrati 42 campioni non conformi, pari al 4.8 % del totale dei campioni prelevati con tale strategia di campionamento.

La maggior parte delle non conformità sono riferibili alla presenza di sostanze antibiotiche, prevalentemente sulla categoria dei bovini, a seguito di macellazione speciale di urgenza. Sono state inoltre riscontrate 3 positività a seguito di esiti sospetti al test istologico.

 

CRITICITA’

La novità di quest’anno è che l’attività del PNR 2018 è stata rendicontata, per la prima volta, nel sistema NSIS (Nuovo Sistema Informativo Sanitario) con il nuovo sistema di raccolta dati adottato dall’EFSA, attraverso il formato dello Standard Sample Description ver.2.0 (SSD2), per assolvere al debito informativo nei confronti di EFSA e della Commissione europea. Tale formato permette di acquisire informazioni di maggior dettaglio in merito al campionamento e all’analisi, unitamente alle informazioni sulle azioni conseguenti ai riscontri di non conformità.

In considerazione del differente criterio di conteggio dei campioni tra la reportistica basata sul sistema SSD2 (conteggio dei campioni prelevati) e la reportistica del vecchio sistema NSIS/PNR (conteggio di campioni analizzati per differenti gruppi di sostanze), non è possibile effettuare il confronto tra i dati di attuazione del PNR 2018 e quelli degli anni precedenti.

Per questo stesso motivo, la criticità principale riscontrata nell’attuazione del PNR 2018 è relativa al mancato raggiungimento degli obiettivi comunitari per la selvaggina cacciata e per i volatili da cortile e il mancato raggiungimento degli obiettivi nazionali per tutti i settori produttivi, tranne che per il latte e la selvaggina allevata.

Infine altra criticità riscontrata nell’attuazione del PNR 2018 è quella relativa alla qualità dei dati rendicontati: sono stati riscontrati infatti molti errori di inserimento del dato, in particolare di quello analitico, che in alcuni casi potrebbero pregiudicare la trasmissione verso EFSA.

 

Per ulteriori approfondimenti consulta la Relazione PNR, dati 2018.

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

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