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Rischi per la salute pubblica associati al virus dell’Epatite E (HEV) come agente patogeno alimentare

  • 14 luglio 2017
  • Autore: Redazione VeSA
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Da uno studio pubblicato dall’EFSA risulta che in Europa, dal 2005 al 2015, sono stati notificati più di 21.000 casi clinici acuti di Epatite E nell’uomo, con 28 morti e un aumento complessivo di 10 volte nel periodo (514 casi nel 2005 e 5617 nel 2015).

La maggior parte degli episodi sono stati segnalati da Francia, Germania e Regno Unito. Tuttavia, poiché l'infezione negli esseri umani non è da notificare in tutti gli Stati membri e la sorveglianza differisce tra i vari paesi, il numero di casi segnalati non è comparabile e molto probabilmente il numero effettivo di episodi è superiore.

Nello studio si afferma che il consumo di carne di maiale e di fegato crudi o poco cotti rappresenta la causa più comune di infezione da epatite E nell'UE ed infatti i principali portatori del virus sono i maiali domestici. Anche i cinghiali possono esser portatori ma il consumo della loro carne è certamente meno diffuso.

In particolare Rosina Girones, presidente del gruppo di lavoro dell'EFSA sull'Epatite E, ha dichiarato: "Anche se non è diffusa quanto altre malattie trasmesse da alimenti, l'epatite E è motivo di crescente preoccupazione nell'UE. In passato si riteneva che la principale fonte di infezione fosse l’acqua contaminata bevuta durante viaggi fuori dall'UE. Ora invece sappiamo che la principale fonte di trasmissione della malattia in Europa è il cibo".

Gli esperti del gruppo scientifico EFSA sui pericoli biologici raccomandano quindi agli Stati membri di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi associati al consumo di carne di maiale cruda o poco cotta, che consigliano invece di cuocere a fondo. Raccomandano inoltre di sviluppare metodi appropriati per rilevare il virus dell'epatite E negli animali e negli alimenti. In particolare vengono suggerite ricerche epidemiologiche e il controllo del virus dell’epatite E nelle mandrie di suini in modo da ridurre al minimo la percentuale di suini viremici o portatori di livelli elevati di virus nel contenuto intestinale al momento della macellazione.

Anche il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha pubblicato un rapporto sull'Epatite E in cui si valutano i metodi di analisi, diagnosi e monitoraggio e si esaminano i dati epidemiologici disponibili.

Punti chiave sull'epatite E

  • L'epatite E è una malattia del fegato causata da un virus (HEV).

  • La maggior parte dei soggetti che contrae l'Epatite E è asintomatico oppure presenta sintomi lievi e autolimitanti. Tuttavia in alcuni casi, soprattutto in coloro che presentano già danno epatico o nei pazienti immunodepressi, può portare a insufficienza epatica, che può risultare fatale.

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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