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Colonie feline, oasi e gattili

La  Legge Quadro 281/91 è la prima che abbia identificato legislativamente le colonie feline.

In seguito, le varie normative regionali di recepimento (Legge Regionale n. 18 del 20 aprile 2015 “modifiche alla legge regionale n. 10 del 20 gennaio 1997”, Regolamento Regionale n. 2 del 13 novembre 2001) hanno previsto articoli specifici sulla loro tutela e protezione.

Cosa si intende per colonia felina?

È un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo; la Legge 281/91 ne sancisce la "territorialità", stabilendo che in base alle loro caratteristiche etologiche di animali stanziali, i gatti hanno necessità di un riferimento territoriale. L’habitat di una colonia felina è definito come qualsiasi territorio urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente anche un solo felino allo stato libero.

 

 

 

Uno degli obiettivi prioritari della normativa, sia nazionale che regionale, concernente gli animali d’affezione ed il corretto rapporto uomo-animali-ambiente, sono il censimento delle colonie feline e il controllo delle popolazioni di gatti liberi attraverso la sterilizzazione selettiva che deve garantire il loro equilibrio con l’ambiente in cui insistono e le risorse alimentari disponibili.

Le colonie possono essere affidate ad associazioni o gruppi o singoli cittadini nel rispetto delle norme igieniche.

La SEGNALAZIONE di presenza di colonia felina può essere fatta al Comune utilizzando apposita modulistica (scheda di rilevazione colonia felina) dal privato cittadino o da associazioni animaliste regolarmente registrate. (allegato A)

Il censimento e la georeferenziazione (localizzazione topografica del territorio) è compito dell’ASUR. Il Servizio Sanità Animale dell’ASUR-Marche esegue il sopralluogo di accertamento–constatazione in collaborazione con Associazioni animaliste, guardie zoofile e personale del Comune interessato. scheda scaricabile in formato word

Allo stesso modo, nel caso in cui si registrassero problemi igienico sanitari o riguardanti il benessere degli animali, questi devono essere segnalati al Comune ed al Servizio Sanità Animale dell'ASUR Marche.

I Servizi Sanità Animale dell’ASUR Marche sono deputati a fornire assistenza sanitaria sia alle colonie feline presenti nelle aree pubbliche fruibili da tutti i cittadini sia a quelle private di interesse pubblico, ferme restando le condizioni previste dall’art. 11 comma 2 del Regolamento Regionale n. 2/2001, le quali prevedono che i gatti che vivono in liberta devono essere sottoposti agli opportuni interventi di sterilizzazione e cure necessarie per eventuali zoonosi presenti da eseguirsi a cura e spese dell'ASUR Marche.

Con l’ausilio di apposite gabbie, poste in luoghi strategici da parte degli operatori tecnici del Servizio Sanità Animale, viene effettuato il recupero degli animali; la procedura deve essere pianificata con l’ausilio dei cittadini referenti della colonia e/o rappresentanti di associazioni animaliste riconosciute.

In seguito, viene effettuato il trasporto dei gatti verso le strutture ambulatoriali di riferimento del Servizio Sanità Animale, dove vengono predisposte le cure del caso e la preparazione dei soggetti per il successivo intervento di ovariectomia o di orchiectomia chirurgica.

 

 

I gatti liberi, censiti e sterilizzati, vengono identificati con un tatuaggio all’orecchio destro e/o con l’impianto del microchip sul lato sinistro del collo. Sulla base delle prescrizioni del veterinario incaricato, gli animali trattati chirurgicamente per ovariectomia e orchiectomia possono seguire un periodo di degenza post-operatoria in locali individuati e messi a disposizione dai Comuni.

 

Ultimati i trattamenti previsti, si organizza l’immissione dei gatti nel loro habitat naturale con le seguenti modalità: se si tratta di colonie feline in equilibrio con le capacità recettive dell’ambiente, gli animali vengono liberati nel medesimo luogo di cattura, mentre se si tratta di colonie feline con problemi di elevata densità, gli animali vengono liberati in luoghi opportunamente individuati dal Comune di competenza, in un ambiente che deve rispettare il loro habitat naturale di vita.

Le Colonie feline sono tutelate dai Comuni e dalle Unioni Montane, quale patrimonio indisponibile dello Stato, pertanto questi provvedono alla manutenzione del territorio in caso di suolo pubblico, ma anche alla vigilanza del benessere nel caso in cui il territorio sia di proprietà privata, in quanto la permanenza di gatti che vivono in libertà in cortili, giardini, aree ospedaliere è da considerarsi legittima. La manutenzione comprende sia il contenimento della vegetazione, sia l’istallazione di ricoveri idonei quali cucce, tettoie e la realizzazione, ove possibile, di zone recintate che fungano da rifugio in caso di pericolo.

Una colonia felina pubblica o di interesse pubblico è così definita quando risulti essere accessibile a tutti in qualsiasi momento della giornata e dell’anno.

La normativa prevede anche che i Comuni allestiscano delle strutture specifiche: i gattili e le oasi feline.

I gattili devono essere realizzati all’interno di edifici, e prevedere diversi reparti separati tra loro, destinati rispettivamente al ricovero dei cuccioli da svezzare o in attesa di adozione, alla degenza di animali con patologie diverse dalle malattie infettive, ad animali con infezioni cutanee, ad animali con altre patologie infettive.

Le oasi feline, invece, sono ampi spazi di terreno, destinati all’accoglienza dei soggetti che non possono essere reintegrati nelle colonie per accertati problemi fisici o di cuccioli non adottati.

Le oasi devono essere recintate, servite da energia elettrica ed approvvigionamento idrico, dotate di cucce e zone d’ombra e di idonei locali di riparo.

 

Autore: Dott.ssa Marta Pacioni

 

 

martedì 27 dicembre 2016/Autore: Redazione VeSA/Visualizzazioni (933)/Commenti (0)/ Rating: 4.0
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