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IL RANDAGISMO NELLA REGIONE MARCHE

  • 27 ottobre 2015
  • Autore: Redazione VeSA
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Il randagismo è un fenomeno estremamente complesso che richiede una adeguata strategia per il suo contenimento e una approfondita conoscenza delle problematiche legate al territorio.


 

 

 

I risultati maggiori per contrastarlo sono stati ottenuti nel tempo mediante diverse linee di azione:

  • Incentivazione dell’identificazione e registrazione dei cani
  • Intensificazione delle attività di vigilanza e controllo delle popolazioni di cani
  • sensibilizzazione alla sterilizzazione degli animali di proprietà per evitare eventuali cucciolate indesiderate
  • campagne di sensibilizzazione verso gli affidi di cani randagi
  • progetti che aumentino l'adottabilità dei cani randagi
  • campagne di sensibilizzazione per la gestione consapevole degli animali di proprietà e sul corretto rapporto uomo-animali

La Regione Marche ha sempre dimostrato una particolare sensibilità e attenzione verso il problema del randagismo. Tutte le misure adottate fino ad oggi hanno permesso di contenere gli effetti negativi sul territorio marchigiano.
In questo senso nell'ultimo decennio sono state messe in campo numerose iniziative di sensibilizzazione della popolazione marchigiana, come ad esempio la campagna biennale  “Meglio uno che centouno”, attivata con DGR 1398 del 7 settembre 2009, nata con lo scopo di favorire la sterilizzazione dei cani di proprietà per evitare cucciolate indesiderate.
Altra iniziativa è stata un evento formativo/informativo rivolto ai Comuni per sensibilizzare le azioni di vigilanza sul territorio dal titolo “Vigilare è prevenire”.

Anche nel Piano regionale della Prevenzione 2014-2018 della Regione Marche emanato con Delibera di Giunta Regionale n.540 del 15/07/2015 è presente una intera sezione dedicata alla Prevenzione del randagismo e animali d'affezione nel contesto urbano (Programma 10).

Gli obiettivi specifici regionali sono:

  • prevenire il randagismo attraverso la promozione del possesso responsabile degli animali d'affezione; questo presuppone in primo luogo l'incentivazione dell'iscrizione dei cani nell'anagrafe informatizzata regionale;

    Nella Regione Marche al primo gennaio 2015 erano regolarmente iscritti in anagrafe canina regionale 293,519 cani; il dato corrisponde ad una densità di un cane ogni cinque persone, stimando che una famiglia su tre ha almeno un cane in casa.
     
  • controllare le strutture di ricovero dei cani catturati  (canili e rifugi).

    Nella Regione Marche sono attualmente presenti 62 strutture che accolgono gli animali, suddivise in 10 canili sanitari, 23 canili e 29 rifugi, sotto il controllo del Servizio Veterinario competente per territorio. All'interno di queste strutture sono ad oggi presenti 3809 cani (dati al 1 settembre 2015). Da far notare che nel corso degli ultimi anni il numero dei cani randagi ricoverati  è andato sempre diminuendo di anno in anno grazie all'aumento degli affidi e ad una diminuzione degli accalappiamenti di cani non identificati.

Dal punto di vista normativo, a livello nazionale,  la lotta al randagismo si basa sulla Legge quadro n. 281 del 14/08/1991.
A livello regionale sono state emanate la Legge Regionale n.10 del 20/01/1997 e il successivo Regolamento di attuazione n. 2 del 13/11/2001 in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo.
Un rinnovamento della Legge Regionale n. 10/1997 c'è stato con la Legge regionale 18 del 20 aprile 2015.

Autore: Dott.ssa Simona Martino

Data pubblicazione: 7 settembre 2015

 

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