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DPCM 1 Aprile 2020: proroga delle misure di contenimento e altri chiarimenti

  • 2 aprile 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato in conferenza stampa di aver firmato il DPCM 1 Aprile 2020 che entrerà in vigore il 4 Aprile e prorogherà fino al 13 Aprile 2020 le misure fin qui adottate per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19.

Nel nuovo DPCM inoltre si vietano gli allenamenti anche degli atleti professionisti (sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici e privati e le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo).

Il Presidente del Consiglio ha ribadito che “Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell'emergenza. Si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive sin qui adottate ma non siamo nella condizione di poterle allentare”.

La decisione del Governo di confermare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione delle attività economiche e sociali e degli spostamenti individuali, precedentemente adottate, era già stata annunciata dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Nel suo intervento al Parlamento il Ministro ha sottolineato che “non solo non dobbiamo abbassare la guardia ma, per un periodo non breve, occorrerà gestire la transizione, graduando le misure e conservando le pratiche adottate per evitare nuovi focolai: è l'unica strada realistica e praticabile per riaccendere i motori dell'economia e riconquistare libertà e socialità. L'Italia dovrebbe essere orgogliosa del lavoro fatto che è stato riconosciuto dall'OMS, con cui la relazione è continua e proficua”.

Il Ministro è intervenuto sulla questione della carenza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) ricordando le difficoltà nell’approvvigionamento degli stessi a causa delle misure protezionistiche e della mancanza di produzione italiana. La Protezione Civile ha comunque concluso un accordo con vari Paesi per la fornitura di 300 milioni di mascherine (la priorità sarà data al personale sanitario) e ci sarà l’attivazione di una filiera nazionale in grado di renderci autosufficienti. Sono stati quindi indicati gli aumenti nel numero dei posti letto soprattutto nei reparti di terapia intensiva e pneumologia e la riorganizzazione degli ospedali (aumento dei Covid hospital, percorsi separati, riprogrammazione delle strutture non utilizzate, individuazione di tutte le possibili strutture pubbliche o private, implementazione del 112 e 118, definizione di accordi con enti e volontariato, riorganizzazione della rete territoriale per la presa in carico dei pazienti, monitoraggio e setting assistenziali). Il ministro è infine intervenuto anche su vaccini e farmaci in sperimentazione sottolineando che l'Agenzia del farmaco si è attivata su quattro livelli: promozione di studi clinici e valutazione centralizzata e coordinata, lista di farmaci per il trattamento dell'infezione, contrasto della carenza di medicinali, informazione sui farmaci. Il Ministero è impegnato sul fronte della massima vigilanza per evitare speculazioni a danno dei malati.

Sempre il 1 Aprile, il Ministero dell’Interno ha pubblicato una nota nella quale si precisa che le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano. Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. La Circolare del 31 Marzo (interpretata da molti come una riduzione delle limitazioni) in realtà ha ribadito il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le restrizioni agli spostamenti sia intercomunali che comunali, le prescrizioni del rispetto della distanza interpersonale di un metro e le limitazioni riguardanti l’attività sportiva e in più ha fornito alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. 

In particolare quindi vengono chiarite le seguenti situazioni specifiche:

1. Divieto di assembramento e strutture di accoglienza

Non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia). In tali strutture, peraltro, chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, ecc) sarà comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall’utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti).

2. Camminare all’aperto con i figli

È consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.

3. Attività ludica o ricreativa all’aperto, accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici

Queste attività restano non consentite per tutti.

4. Attività motoria e jogging 

L’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging). È consentito quindi soltanto il camminare in prossimità della propria abitazione.

5. Spostamenti nei pressi della propria abitazione per accompagnamento anziani e inabili

Sono consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute. 

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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Categorie: Emergenze
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