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Emanato il nuovo Piano di sorveglianza per l’influenza aviaria-2014

  • 5 marzo 2014
  • Autore: Redazione VeSA
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Il 12 febbraio 2014 il Ministero della Salute ha pubblicato il nuovo "Piano di sorveglianza nazionale per l'Influenza aviaria", che dovrà essere portato a conclusione entro e non oltre il 31 dicembre 2014.

Il Piano, che succede agli analoghi degli anni precedenti, è stato varato diffondendolo, tramite la nota n. 0002859-12/02/2014-DGSAF-COD_UO-P, a tutti i Servizi Veterinari e Istituti Zooprofilattici.

A sovrintenderne e coordinarne  lo svolgersi delle attività previste è il Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti – Direzione generale della Sanità animale e del Farmaco veterinario.

E’ significativo il fatto che il metodo di campionamento sia stato definito in base ad un’analisi del rischio che tiene in considerazione diversi fattori, a cominciare dall'ubicazione delle aziende avicole in prossimità di zone umide o ad alta densità di volatili selvatici migratori appartenenti alle specie maggiormente sensibili al virus, quali stagni, paludi, laghi, fiumi o litorali marini, frequentemente passaggio di gruppi di volatili acquatici selvatici (Allegato 1), alla tipologia produttiva (es. pollame a lunga vita produttiva, multi età e multi specie), alla biosicurezza delle Aziende ed alla presenza di aree ad alta densità di popolazioni avicole industriali (DPPA) dove cioè maggiormente si concentrano gli scambi commerciali (Allegato 2) e gli allevamenti delle specie considerate a maggior rischio (tacchini da carne, riproduttori di tutte le specie, anatre e oche e galline ovaiole) (Allegato 3).

In base al rischio di introduzione e/o di diffusione devono essere testati sia allevamenti del settore industriale sia del settore rurale (svezzatori, commercianti e rurali), sono esclusi dal campionamento, in considerazione della breve vita produttiva, pulcini, broiler e quaglie da carne.

Naturalmente fattore condizionante e stimolante nella suddivisione dei compiti per l’attuazione del Piano è stata la valutazione attenta della situazione epidemiologica presente e pregressa (fattori di rischio di introduzione e diffusione rilevati nel corso delle precedenti epidemie) (Allegato 6).

Infatti in Italia, nel corso degli ultimi 5 anni, si sono verificate ondate epidemiche di influenza aviaria, fortunatamente solamente di virus a bassa patogenicità: nel 2008-10 è stato evidenziato l’ H7N3 che era probabilmente già circolante sia nel settore rurale che industriale dal 2007, successivamente si è diagnosticata la presenza del H5N2.

Dal 2008 al dicembre 2012 si sono verificate sul territorio nazionale altre positività per differenti sottotipi di influenza aviaria a bassa patogenicità. Nel corso del 2013 abbiamo assistito ad una recrudescenza virale nel periodo estivo-autunnale, nella fascia emiliana-veneta.

Questi studi hanno permesso di identificare zone considerate a maggior rischio (Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte) ove concentrare il maggior numero di campionamenti.

La nostra Regione è da considerarsi in uno stadio di medio rischio in quanto la produzione industriale avicola non è uniformemente diffusa su tutto il territorio ma concentrata in alcuni poli intensivi in cui è necessario mantenere comunque uno stato d’attenzione elevato.

Autore: Dr. G. Iacchia


          
                                                                                                 Data pubblicazione: 5  marzo 2014
 

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Categorie: Influenza aviare
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