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Piani di controllo delle salmonellosi

  • 12 novembre 2012
  • Autore: Redazione VeSA
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La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche; essa è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali sono S. Enteritidis e S. Typhimurium.

Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. Typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato.
Le infezioni da Salmonella spp. possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua).

I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e alimenti derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) che insieme  all’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.
 
La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico, per esempio, di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario).

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.

L’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle.

Come detto, i principali veicoli di trasmissione della salmonella sono rappresentati da alimenti, acqua contaminata e piccoli animali domestici.
Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la colonizzazione massiva dell’agente patogeno nell’alimento prima dell’ingestione.

In particolare, sono da considerarsi alimenti a rischio:
 

  •  uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova
  •  latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere)
  •  carne e derivati (specialmente se poco cotti)
  •  salse e condimenti per insalate
  •  preparati per dolci, creme, gelato artigianale e commerciale
  •  frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.

Veicoli dell’infezione sono anche superfici e utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all’igiene personale. 

Importanti misure di prevenzione includono l’utilizzo di norme igieniche di base che possono risultare molto efficaci e si basano su semplici precauzioni di ordine igienico sanitario e comportamentale.

E' importante evidenziare che la riduzione di focolai negli allevamenti porta ad una diminuzione di casi nell’uomo, per questo motivo la Comunità europea, con le Direttive 92/117/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992,   e   2003/99/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 novembre 2003, recepita in Italia con il D.lgs 191/2006, ha disposto che in una prima fase venissero eseguiti da parte dei Servizi Veterinari, controlli di monitoraggio per la raccolta di dati sulla situazione delle zoonosi nella Comunità.

Successivamente, con il Regolamento 2160/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio  del 17 Novembre 2003 sul controllo della Salmonella  e degli altri agenti zoonotici, la UE ha introdotto delle misure di controllo specifiche per la salmonella con lo scopo di ridurne la prevalenza nelle popolazioni animali sia a livello di produzione primaria sia in tutte le altre fasi della produzione degli alimenti e dei mangimi.

Questo obiettivo  viene realizzato tramite piani nazionali di controllo che vengono approvati dalla Comunità.

L’Italia ha quindi realizzato dei Piani Nazionali di Controllo della Salmonella dedicati alle varie specie e tipologie di animali secondo la tempistica indicata dallo stesso Regolamento.

I piani Nazionali di Controllo realizzati fino ad oggi sono:

  • Piano nazionale di controllo di Salmonella Enteritidis, Typhimurium, Hadar, Virchow e Infantis nei gruppi di riproduttori della specie Gallus gallus
  • Piano nazionale di controllo di Salmonella Enteritidis e Typhimurium nelle galline ovaiole della specie Gallus gallus
  • Piano nazionale di controllo di Salmonella Enteritidis e Typhimurium nei polli da carne della specie Gallus gallus
  • Piano nazionale di controllo di Salmonella Enteritidis e Typhimurium nei tacchini da riproduzione e da ingrasso

Di seguito riportiamo l'elenco della principale normativa nazionale di settore

PIANO  NAZIONALE 2014

PIANI  NAZIONALI  2013

Nota del Ministero trasmissione Piani salmonella 2013 | PDF

Piano salmonella riproduttori 2013 | PDF

Piano salmonella ovaiole 2013 | PDF

Piano salmonella polli carne 2013 | PDF

Piano salmonella tacchini 2013 | PDF 

PIANI NAZIONALI degli anni precedenti

RIPRODUTTORI della specie Gallus gallus

2006

2007

2008

2010

2011


2012

GALLINE OVAIOLE della specie Gallus gallus

2008-2009

2010

2011

2012

DECRETO 11 novembre 2011 del Ministero della  Salute - Piano nazionale di controllo di Salmonella Enteritidis e Typhimurium nelle galline ovaiole della specie Gallus Gallus– condizioni e modalità di abbattimento.

POLLI DA CARNE della specie Gallus gallus

2009

2010

2011

2012

TACCHINI DA INGRASSO E TACCHINI RIPRODUTTORI

2010

2011

2012

Il prerequisito per la realizzazione dei piani è la registrazione delle aziende avicole presenti sul territorio nella Banca Dati Nazionale come previsto dall’art 4 del D.Lgs n. 9 del 25 gennaio 2010.

La Regione Marche alimenta l’anagrafe  informatizzata delle aziende avicole tramite il proprio sistema informativo SIVA.

L’obiettivo dei piani nazionali è di ridurre la prevalenza dell’infezione negli allevamenti presenti sul territorio Italiano sulla base degli obiettivi fissati dai Regolamenti di attuazione del Reg. (CE)2160/2003.

I piani nazionali prevedono la ricerca di salmonella negli allevamenti sia ad opera degli allevatori (autocontrollo) sia ad opera dei servizi veterinari tramite controlli ufficiali e stabiliscono le modalità operative definendo i luoghi, la frequenza e le modalità dei campionamenti, nonché la gestione delle  positività e le modalità di rendicontazione.

I servizi veterinari, dopo aver effettuato l’accesso all’anagrafe nazionale delle aziende avicole, tramite www.vetinfo.sanita.it ,stampano le schede accompagnatorie da utilizzare per i campionamenti ufficiali ed inviano i campioni  per l'esecuzione delle analisi, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali competenti per territorio.

Gli allevatori devono portare i campioni fatti in autocontrollo solo in laboratori accreditati per la ricerca di salmonella.
Tutti i campionamenti effettuati (sia in autocontrollo che ufficiali) devono essere poi inseriti, con frequenza almeno trimestrale,  nel sistema informativo specifico (S.I.S.) accessibile sul portale internet www.vetinfo.sanita.it ,dopo registrazione.

Nella Regione Marche l’inserimento dei campioni ufficiali viene fatto dal CERV (Centro Epidemiologico Regionale).
Sullo stesso portale devono essere registrate, da parte dell’autorità competente, le positività riscontrate per l’apertura automatica di un “sospetto focolaio ” nel sistema di notifica delle malattie animali (SIMAN).
Nelle Marche l’accesso al SIMAN  per la generazione del focolaio viene gestito dal CERV (Centro Epidemiologico Regionale).

I proprietari degli animali (o i detentori delegati dagli stessi proprietari) devono inserire i dati relativi ai campionamenti fatti in autocontrollo nello stesso sistema SIS dopo registrazione.

I piani nazionali vengono elaborati  sulla base di specifiche normative comunitarie che realizzano il Reg. 2160/2003 e successive modificazioni 

Norme specifiche per RIPRODUTTORI di Gallus Gallus

REGOLAMENTO (UE) N. 200/2010 DELLA COMMISSIONE del 10 marzo 2010

Decreto del Ministero della Salute 19 febbraio 2010

REGOLAMENTO (CE) N. 213/2009 DELLA COMMISSIONE del 18 marzo 2009

Norme specifiche per GALLINE OVAIOLE di Gallus Gallus

REGOLAMENTO (UE) N. 517/2011 DELLA COMMISSIONE del 25 maggio 2011

Decreto 11 novembre 2011

Norme specifiche per POLLI DA CARNE di Gallus Gallus

REGOLAMENTO (UE) N. 200/2012 DELLA COMMISSIONE, dell'8 marzo 2012

Norme specifiche per TACCHINI  

REGOLAMENTO (UE) N. 1190/2012  DELLA COMMISSIONE del 12 dicembre 2012 

Norme comuni sull’utilizzo di antimicrobici e vaccini

REGOLAMENTO (CE) N. 1177/2006 DELLA COMMISSIONE del 1 agosto 2006

Norme trasversali

REGOLAMENTO (CE) n. 2073/2005 DELLA COMMISSIONE del 15 novembre 2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

Per maggiori informazioni si elencano di seguito alcune risorse fruibili  in internet

Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "Giuseppe Caporale"- Teramo   dove si possono consultare:

  • i Piani Nazionali,
  • la normativa nazionale e comunitaria,
  • le note ministeriali di settore,
  • Un piano di autocontrollo "tipo" a cui gli allevatori possono rifarsi per realizzare il proprio piano di autocontrollo in materia di salmonellosi.

 Commissione Europea - DG Health and Consumers  dove sono reperibili pagine dedicate alla tematica  da cui è possibile scaricare la normativa comunitaria,  le  note tecniche UE e i manuali comunitari di corretta prassi operativa per le ovaiole  e per i polli da carne ( entrambi in italiano)

Dati epidemiologici

Dati sulla situazione epidemiologica europea e nazionale in materia di salmonellosi sono reperibili alle pagine dedicate, presentsul sito dell’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ( EFSA ).

Nella  Sezione  Past activities/Completed work è possibile, dalle schede  “latest updates” o da “pubblications”,  aprire una specifica pagina contenete l’ultimo  report  scientifico dell’efsa e dell’ecdc in materia di zoonosi che comprende anche la situazione della salmonella nella UE ( http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/2597.htm ).

Nella pagina sono inoltre presenti diverse tabelle in formato excel contenenti dati sulla situazione epidemiologica delle zoonosi nella UE relativa all’anno 2010.

Allo stesso documento o ai reports degli anni precedenti si può accedere con una ricerca più articolata dalla pagina dell’ EFSA pubblications:

selezionando dalla casella Subject   la voce: “Biological monitoring”
selezionando dalla casella Type  la voce: “Scientific Report of EFSA”
selezionando dalla casella Sub Category la voce: “Biological monitoring – EU summary reports”
selezionando dalla casella Year l’anno di interesse

Dati sulla salmonellosi in Italia possono essere  visionati presso:

Dati sulla situazione epidemiologica regionale  possono essere consultati   qui 

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Ultima modifica: 24 gennaio 2013
 

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