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OIE: rapporto annuale sulla situazione globale della salute degli animali

  • 20 giugno 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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Il 19 Giugno l’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla situazione globale della salute degli animali, puntando l'attenzione sulle malattie degli animali per le quali sono state osservate situazioni epidemiche nel 2019 e nel 2020 e anche su altre malattie con strategie di controllo globale o di eradicazione in atto.

L’OIE innanzitutto chiarisce che, nonostante gli impatti devastanti di COVID-19 che hanno portato a restrizioni dei movimenti globali, le malattie degli animali continuano a diffondersi in tutto il mondo. Inoltre le malattie transfrontaliere degli animali incidono gravemente sulla salute e sul benessere degli animali ed anche sui mezzi di sussistenza di migliaia di famiglie e rappresentano senza dubbio una grave minaccia per la sicurezza alimentare globale e mettono a rischio i sistemi di produzione animale.
Proprio per queste ragioni, mentre il mondo affronta le conseguenze della pandemia di COVID-19, l'OIE invita tutte le nazioni a continuare ad attuare misure di prevenzione e controllo delle malattie degli animali, sottolineando che il sostegno alle attività veterinarie è essenziale per evitare le gravi conseguenze di tali malattie che potrebbero esasperare e aggravare ulteriormente l’attuale crisi sanitaria e socioeconomica. A questo proposito, nel rapporto vengono fornite raccomandazioni per aiutare i Servizi Veterinari nazionali ad attuare misure efficaci di sorveglianza, comunicazione e controllo.

La parola d’ordine dell’OIE è quindi quella di mantenere alti gli sforzi per combattere le malattie degli animali anche in questo periodo di pandemia di COVID-19.

Nel rapporto si ribadisce che, negli ultimi anni, numerosi fattori hanno contribuito alla diffusione delle malattie animali transfrontaliere portando a situazioni epidemiche, molte delle quali ancora persistenti.

In particolare, nell'ultimo anno è stato osservato un aumento mondiale dei casi di peste suina africana (ASF). Una delle maggiori sfide per il controllo di questa mortale malattia dei suini è l'assenza di un vaccino efficace. L'ASF è stato segnalato dal 28% dei membri dell'OIE (42 paesi e territori dichiaranti sui 150 totali). In un breve tempo la malattia ha causato una grave crisi nell'industria della carne suina con enormi perdite di animali, gravi ripercussioni socioeconomiche e persino rischiando di interrompere la catena di approvvigionamento mondiale di carne suina e altri sottoprodotti.

In risposta a questa minaccia globale, l'OIE ha lavorato a fianco dei suoi membri e della FAO per attuare iniziative regionali e dare il via ad una risposta coordinata. Questi sforzi hanno contribuito nel tempo ad aumentare il numero di paesi che attuano misure di sorveglianza e controllo per ASF, raggiungendo il 90% dei paesi dichiaranti nel periodo 2018-2019 (175 su 194). In particolare i Paesi aderenti sono chiamati a continuare ad attuare le misure pertinenti e a segnalare tempestivamente i focolai di ASF attraverso il “Sistema mondiale di informazione sulla salute degli animali” dell'OIE (WAHIS).

Inoltre, per favorire azioni coordinate e la cooperazione internazionale, a breve sarà avviata un'iniziativa di controllo globale dell'ASF nell’ambito del Global Framework for the Progressive Control of Transboundary Animal Diseases (GF-TAD).

Altra malattia molto pericolosa e causa di gravi conseguenze, sia per i mezzi di sussistenza che per il commercio internazionale, è l'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) che negli ultimi anni è stata una delle malattie animali più segnalate. Il rapporto dell'OIE evidenzia una maggiore attività del virus nei primi mesi del 2020. I ceppi di influenza aviaria hanno un potenziale impatto zoonotico e la capacità di mutare ed evolversi rapidamente. In questo contesto, la trasparenza nelle segnalazioni e il cercare di ottenere una comprensione della situazione globale rappresentano una priorità per proteggere la salute pubblica e garantire un commercio sicuro di animali e prodotti di origine animale.

L’OIE conclude il comunicato sottolineando che i due esempi riportati dimostrano che le epidemie di animali comportano impatti devastanti che potrebbero intensificare la crisi in corso. Anche in tempi di COVID-19, le nazioni devono quindi mantenere e rafforzare gli sforzi per prevenire e controllare le malattie animali.

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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Categorie: Sanità animale
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