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COVID-19: gestione dei rifiuti urbani e ambienti indoor. Indicazioni dell’ISS

  • 30 marzo 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato 2 nuovi rapporti in cui vengono fornite utili e importanti indicazioni e suggerimenti sulla gestione dei rifiuti urbani e degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2

La trasmissione della malattia COVID-19, come ormai noto, avviene per via respiratoria ed è necessario un contatto stretto con una persona infetta (distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro) o l’aver condiviso spazi stretti senza ricambio di aria. La trasmissione si realizza infatti attraverso goccioline respiratorie (droplet), contenenti il virus, prodotte quando una persona tossisce, starnutisce, parla o semplicemente espira.

La trasmissione si può realizzare anche in maniera indiretta toccando una superficie o un oggetto, su cui sia presente il virus, e poi toccandosi bocca, naso o occhi. Da sottolineare comunque che il Ministero della Salute indica, in un articolo pubblicato sul suo sito, “questa modalità di contagio assolutamente marginale rispetto al contagio interumano”.

Per quanto riguarda la capacità di sopravvivenza del virus SARS-CoV-2 nell’ambiente si sottolinea che, in generale, i virus provvisti di involucro pericapsidico (envelope), come quello in esame, hanno caratteristiche di sopravvivenza inferiori rispetto ai cosiddetti virus “nudi” (senza envelope) e quindi sono più suscettibili a fattori ambientali (temperatura, umidità, luce solare, microbiota autoctono, pH, ecc) e a trattamenti di disinfezione e biocidi.

In base alle conoscenze attuali si può pertanto ipotizzare che il virus SARS-CoV-2 sui rifiuti domestico/urbani e sulle superfici inanimate si disattivi, per analogia con altri virus con envelope, in un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni, in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione virale iniziale e delle condizioni microclimatiche, anche se non è stata dimostrata la capacità infettiva.

Dati più recenti relativi al virus SARS-CoV-2 confermano che su plastica e acciaio inossidabile, in condizioni sperimentali, il virus ha analoghe capacità di permanere rispetto al virus della SARS (persistere fino a 9 giorni), mostrando comunque un decadimento esponenziale del titolo virale nel tempo (la metà delle particelle virali non erano più infettive dopo poco più di un’ora).

Per un approfondimento sulla persistenza dei coronavirus sulle superfici inanimate e sulla loro inattivazione si rimanda al seguente articolo pubblicato sul Journal of Hospital Infection.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti è necessario fare una distinzione fra quelli prodotti in abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, e tutti gli altri casi.

1) Rifiuti da abitazioni di soggetti positivi al tampone o in quarantena

Nelle abitazioni di soggetti positivi al tampone non deve essere effettuata la raccolta differenziata e tutti i rifiuti domestici devono essere raccolti e conferiti insieme. In particolare deve essere possibilmente utilizzato un cestino con apertura a pedale e i rifiuti vanno buttati all’interno di almeno 2 sacchetti (uno dentro l’altro) o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica.

Inoltre si raccomanda di:

1. chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti monouso;

2. non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;

3. evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;

4. smaltire il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada).

Si raccomanda agli Enti preposti di istituire un servizio dedicato di ritiro da parte di personale opportunamente addestrato.

2) Rifiuti da abitazioni di soggetti non positivi e non in quarantena obbligatoria

In tutte le situazioni dove non ci sono casi di positività o limitazioni particolari (quarantena) sono mantenute le regole generali e si effettua la raccolta differenziata. A scopo cautelativo fazzoletti, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati. Inoltre dovranno essere utilizzati almeno 2 sacchetti uno dentro l’altro (eventualmente anche in numero maggiore in dipendenza della resistenza meccanica dei sacchetti). Si raccomanda di chiudere adeguatamente i sacchetti, utilizzando guanti monouso, senza comprimerli, utilizzando legacci o nastro adesivo e di smaltirli come da procedure già in vigore.

Nel rapporto vengono fornite anche raccomandazioni per gli operatori del settore di raccolta e smaltimento rifiuti.

Un secondo rapporto dell’ISS riguarda la corretta gestione degli ambienti indoor sottolineando che, in questo periodo, le abitazioni rappresentano sicuramente gli spazi in cui le persone trascorrono più tempo durante la giornata.

Le principali misure da adottare, a livello casalingo, sono quindi le seguenti:

1. garantire un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti domestici aprendo con maggiore frequenza le finestre e i balconi.

2. evitare l’aria troppo secca mantenendo un certo grado di umidità relativa utilizzando, ad esempio, gli appositi contenitori in ceramica.

3. nel caso in cui l’abitazione è dotata di impianto di riscaldamento/raffrescamento (es. pompe di calore, fancoil o termoconvettori) dove l’aria che viene movimentata è sempre la stessa (l’impianto ricircola sempre la medesima aria), è opportuno pulire regolarmente i filtri dell’aria, le prese e le griglie di ventilazione ed evitare di spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.

Per quanto riguarda le procedure e i prodotti per la pulizia e disinfezione si ricordano le seguenti raccomandazioni:

1. prima di utilizzare qualsiasi prodotto leggere attentamente le etichette e le istruzioni d’uso;

2. rispettare le quantità raccomandate dai produttori. L’errato utilizzo o diluizione di un prodotto può ridurre l’efficacia della pulizia o portare a risultati finali inattesi mentre l’uso eccessivo e ripetuto può causare irritazione delle vie respiratorie rendendo più vulnerabili a batteri e virus;

3. scegliere, se possibile, prodotti senza profumazione/fragranze e senza allergeni.

4. non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti di ipoclorito di sodio, come la candeggina, con ammoniaca, o altre sostanze acide, ad esempio aceto, e non aggiungere ammoniaca ad anticalcare/disincrostanti;

5. tutti i prodotti vanno usati con estrema cautela, indossando sempre i guanti ed evitando di creare schizzi e spruzzi durante la pulizia;

6. per la pulizia di materiali o gli arredi non possono essere lavati (tappeti, moquette e materassi), utilizzare elettrodomestici che non comportino la diffusione di schizzi e spruzzi caldi durante la pulizia (es. a vapore) che potrebbe aerosolizzare nell’aria eventuali sostanze tossiche, allergeni e microrganismi patogeni;

7. arieggiare le stanze/ambienti sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti/detergenti che presentino sull’etichetta simboli di pericolo.

8. tutti i prodotti di pulizia e disinfezione devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini e degli animali da compagnia.

9. evitare o limitare l’utilizzo di bastoncini d’incenso, olii essenziali, diffusori e profumatori di ambienti, in quanto emettono sostanze chimiche inquinanti (COV e materiale particellare PM10 e PM2,5). 

Da sottolineare che nell’ambito della prevenzione nei confronti del SARS-CoV-2 è opportuno sottoporre a più frequente pulizia (almeno una volta al giorno) le superfici toccate più spesso (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni cellulari, tastiera, telecomandi, ecc). Si può utilizzare carta a perdere o panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone per detergere le superfici che quindi vanno disinfettate con alcool etilico al 70% o con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo, per i servizi igienici e le piccole superfici, e allo 0,1% di cloro attivo per tutte le altre superfici da pulire (ad esempio pavimenti). Nella scelta del disinfettante è necessario tenere in considerazione il materiale da disinfettare.

La candeggina in vendita presenta generalmente un contenuto di cloro pari al 5% o al 10%. Se al 5%, la soluzione allo 0,5% si ottiene mescolando 1 litro di candeggina con 9 litri di acqua mentre se al 10% mescolando 1 litro di candeggina con 19 litri di acqua.

Per quanto riguarda il rischio di introdurre in casa il nuovo coronavirus attraverso le zampe del cane fatto uscire per le necessità fisiologiche, il Ministero della Salute da dei chiarimenti. Innanzitutto la sopravvivenza del SARS-CoV-2 negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane venisse a contatto, con le zampe, con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette (catarro) potrebbe teoricamente trasportare il virus ma se non ci sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi il suggerimento è quello di seguire le regole igieniche di base per la pulizia degli ambienti (come sopra indicato) e il frequente lavaggio delle mani. È possibile, al rientro a casa dalla passeggiata, lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene. Per precauzione è opportuno evitare che il cane possa salire su superfici con le quali veniamo più spesso a contatto (ad esempio tavoli, letti o divani).

È invece sicuramente sconsigliato e dannoso per la salute del cane lavare le zampe con candeggina (come purtroppo è stato invece riscontrato in questi giorni), anche se diluita, in quanto sostanza irritante e tossica a contatto con la cute.

Nel rapporto vengono infine prese in considerazione le misure da adottare negli ambienti lavorativi (ad es. strutture sanitarie, farmacie, parafarmacie, banche, poste, supermercati, aeroporti, stazioni e mezzi di pubblici, uffici) per ridurre i rischi di contaminazione.

Fonti:

Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione dei Rifiuti. Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus sars-cov-2. Versione del 14 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020 (Rapporto ISS COVID-19, n.3/ 2020)

Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’aria indoor. Indicazioni ad per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 23 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 5/ 2020)

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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Categorie: Emergenze
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