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Il consumo di antibiotici nel settore zootecnico della Regione Marche - anno 2018

  • 16 maggio 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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Il consumo di antibiotici nel settore zootecnico della Regione Marche - anno 2018

Progetto regionale - “Sistema di monitoraggio sull’utilizzo dei farmaci veterinari antimicrobici: sviluppo di un sistema di farmaco-epidemio-sorveglianza” gestito dal  Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria dell’Umbria, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” in collaborazione con i Servizi di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecnicge dall'ASUR Marche.

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza rappresenta già da molti anni un allarme di portata mondiale, essendo ormai elevati i casi di morti dovute ad infezioni da parte di batteri resistenti in campo umano. L’OMS e la UE hanno sottolineato più volte l’importanza di questa materia e hanno indicato una serie di provvedimenti specifici, volti a contenere il diffondersi della resistenza antimicrobica attraverso un uso prudente degli agenti antibiotici nell’uomo e negli animali. L’Unione Europea, inoltre, è attiva nella lotta contro l’antimicrobico resistenza già da 15 anni e anche l’Italia ha adottato diversi piani d’azione tra i quali l’ultimo è rappresentato dal “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) 2017-2020”. Tra i vari obiettivi contenuti in tale piano vi è anche quello di “uso appropriato e sorveglianza del consumo di antimicrobici”, sia in campo umano che in quello veterinario. Infatti, tra i diversi indicatori a livello regionale previsti dal PNCAR vi è anche la predisposizione e pubblicazione di un report regionale annuale sull’uso di antibiotici in medicina veterinaria, con dettaglio di dati per singole filiere produttive da portare a termine entro il 2020.

La regione Marche ha iniziato già dal 2017 un progetto di monitoraggio del consumo di antibiotici nelle AAVV per tutte le specie zootecniche.  Il Progetto regionale - “Sistema di monitoraggio sull’utilizzo dei farmaci veterinari antimicrobici: sviluppo di un sistema di farmaco-epidemio-sorveglianza” - vede l’attiva collaborazione tra i Servizi Veterinari marchigiani e il Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria dell’Umbria, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati”. In particolare, per quanto riguarda l’anno 2018, i referenti delle AAVV hanno inserito nel DataBase predisposto dal Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria, i contenuti  di 11604 prescrizioni medico-veterinarie pervenute, di cui 575 erano rappresentate da ricette elettroniche di medici veterinari che avevano aderito alla sperimentazione della REV (ricetta elettronica veterinaria). I dati così forniti sono stati poi elaborati dal Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria dell’Umbria che ha provveduto poi a rendere noti i risultati dei consumi sotto forma di indici di farmaco-epidemio-sorveglianza, basati sul metodo delle DDD ( defined daily doses ).

L’analisi dei consumi di antibiotici della regione Marche relativa all’anno 2018 ha messo in luce una forte tendenza alla diminuzione rispetto ai valori emersi per l’anno precedente. In particolare, nonostante il settore suinicolo seguito da quello avicolo e dei lagomorfi si confermino gli allevamenti che ricorrono maggiormente all’utilizzo di antibiotici, questi rappresentano anche le categorie che hanno diminuito in maniera più drastica il consumo di essi rispetto al 2017.

La classe di antibiotici maggiormente utilizzata si è confermata, come per l’anno precedente, quella delle penicilline, seguite dalle tetracicline e dalle pleuromutiline. Quest’ultime, in particolare, vengono soprattutto impiegate negli allevamenti suinicoli ed avicoli. Tra gli antibiotici di importanza critica per l’uomo (CIAs) i macrolidi sono la classe più utilizzata, seguiti dai chinoloni e dalle polimixine. Per quanto riguarda questa ultima classe di farmaco, in ambito veterinario l’utilizzo è riconducibile quasi esclusivamente al principio attivo colistina, per il quale nel PNCAR 2017-2020 è richiesta una riduzione d’impiego fino a 5 mg/PCU (Population Correction Unit).

L’analisi effettuata dal Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria dell’Umbria (IZSUM) evidenzia un trend di riduzione significativo nell’uso della colistina sia nel settore avicolo che suinicolo, in quanto essi rappresentano gli allevamenti che ricorrevano maggiormente a questo farmaco prima del divieto ministeriale.

Nell’allevamento suinicolo è importante, inoltre, prendere in considerazione il ricorso all’ossido di zinco, il quale ha gradualmente sostituito la colistina nel trattamento di forme gastro-enteriche, soprattutto nei soggetti giovani. Tale principio attivo, pur non essendo considerato un antibiotico, ha meritato recenti attenzioni da parte della Comunità Europea, in relazione ai suoi potenziali rischi ambientali. Ad oggi, comunque, vi è solo una nota ministeriale del 15 febbraio 2017 circa un suo uso consapevole.

In conclusione, i dati emersi dall’analisi dei consumi di antibiotici registrati nel corso dell’anno 2018 nella Regione Marche evidenziano un calo nel ricorso a tale tipologia di trattamenti rispetto al 2017. Questo trend è risultato essere particolarmente marcato nei settori avicoli e suinicoli in virtù di nuove strategie produttive orientate ad eliminare completamente l’uso di antibiotici in allevamento (“antibiotic-free”).

 

PRESENTAZIONE SUI DATI RELATIVI AI CONSUMI

 

Indicatori per valutare AMR e consumo di antimicrobici nell’uomo e negli animali da produzione alimentare

 

Progetto ESVAC - Quanti sono gli antimicrobici utilizzati nele diverse specie animali?

 

IZSUM Analisi descrittiva sul consumo di antibiotici nei settori zootecnici della Regione Marche: anno 2018

 

 

Alessandro Baiguini

 

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