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LA VALUTAZIONE DELLA BIOSICUREZZA NEGLI ALLEVAMENTI DI SUINI NELL’AREA VASTA 4

  • 29 gennaio 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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Nel termine “biosicurezza” si deve comprende quell’insieme di processi il cui scopo è mantenere, o migliorare, la situazione igienico-sanitaria di ogni allevamento, realizzandola attraverso la prevenzione dell’ingresso di nuove malattie e il controllo sulla circolazione di quelle eventualmente presenti, coagulando l’insieme delle attività finalizzate alla tutela dello stato sanitario, igienico e di welfare degli animali da reddito. La realizzazione di quanto auspicato si ottiene sia attraverso l’attuazione di un corredo di interventi strutturali in Azienda, sia definendo una serie di pratiche comportamentali e organizzative strettamente correlate alla tipologia dell’impianto, ai criteri costruttivi e alle modalità di conduzione dell’attività dell’allevamento.

Il controllo della biosicurezza effettuato dal Servizio Sanitario si fonda quindi sulla valutazione delle misure adottate dall’allevatore per prevenire l’introduzione ed evitare la diffusione, nella propria azienda zootecnica, delle malattie infettive.  Infatti, qualunque sia l’agente eziologico (virale, batterico, parassitario ecc.) l’ingresso e la propagazione delle patologie trasmissibili hanno spessissimo causa generante negli errori commessi a livello di organizzazione aziendale.

L’applicazione delle misure di biosicurezza assume quindi un’importanza fondamentale e rappresenta il momento essenziale della gestione del rischio a livello aziendale, infatti l'adozione di particolari misure di management e le strategie adottate negli ultimi anni, hanno permesso di raggiungere standard sanitari tali da consentire l'eliminazione di alcune infezioni latenti dagli allevamenti.

La biosicurezza, oltre che assumere un importante rilievo sanitario, ha una notevole valenza anche dal punto di vista economico, considerando inoltre il fatto che il controllo di molte malattie, nell'ambito degli allevamenti intensivi, non è solo il risultato dell'interazione tra gli agenti patogeni e gli animali allevati, ma anche la concomitanza di una serie di fattori condizionanti, ambientali e gestionali.

Molte cose sono cambiate nel panorama zootecnico europeo e italiano negli ultimi anni, tra queste soprattutto l’introduzione di una serie di regolamenti sulla sicurezza alimentare (il cosiddetto “Pacchetto Igiene”), tra cui in particolare il Regolamento CE 852/2004 che definisce un insieme di provvedimenti rivolti a tutti gli operatori del settore, dettando norme generali, propedeutiche alle disposizioni specifiche in materia di igiene degli alimenti di origine animale, applicabili anche alla produzione primaria.

I principi fondamentali, riferiti ai detentori degli animali allevati, che vengono dettati dalla normativa europea di settore, possono essere sinteticamente riassunti in un esiguo numero di punti: 

-  la responsabilizzazione diretta degli allevatori, in tema di Sicurezza Alimentare, che vengono considerati a pieno titolo operatori del settore alimentare (O.S.A.) e quindi rappresentano una figura con il compito di garantire la sicurezza degli alimenti da loro prodotti;

- la necessità di garantire tale sicurezza lungo tutta la filiera della catena alimentare, a cominciare dalla produzione primaria;

- l’obbligo, per il produttore primario, di prevenire l’introduzione e la propagazione delle malattie trasmissibili all’uomo attraverso gli alimenti, soprattutto adottando misure precauzionali, che rientrano appunto nei criteri e nelle indicazioni della biosicurezza;

- il compito, sempre per il produttore primario, di considerare i risultati delle analisi pertinenti effettuate (ufficiali e in autocontrollo), nonché di usare correttamente gli additivi per i mangimi ed i medicinali veterinari.

L’allevatore si rende in questo modo direttamente responsabile, per la parte di sua competenza, della sicurezza igienica dei propri prodotti, diventa figura attiva nell’esecuzione dei test sanitari previsti e nell’applicazione dei protocolli di Igiene Zootecnica. Da soggetti passivi di ispezioni e controlli diventano soggetti attivi nella gestione di sistemi aziendali di autocontrollo, specifici per la loro attività di produzione alimentare, applicando dei piani di prevenzione o di riduzione dei pericoli igienico-sanitari, a partire dall’analisi delle potenziali minacce che possono instaurarsi in azienda, valutando la probabilità di insorgenza di eventuali patologie, anche osservando il territorio circostante e la densità zootecnica dell’area in esame.

E’ pur da rimarcare che gli O.S.A. spesso non riconoscono l’importanza e il valore delle procedure di biosicurezza  da utilizzare nelle proprie aziende, e che solo alcune tipologie di allevamenti hanno elaborato nel tempo una elevata attenzione all’applicazione di questi criteri, tra questi gli avicoli e i suini prima di tutti.

In quest’ottica, considerando che l'obiettivo primario per gli allevatori, condiviso dalle indicazioni di sanità pubblica veterinaria, dovrebbe essere quindi rappresentato dalla prevenzione delle malattie all'interno degli allevamenti, di fondamentale importanza sarebbe l’istituzionalizzazione a pieno regime della figura del Veterinario Aziendale, come da più parti auspicato.

Attualmente, nell’A.S.U.R. Marche i controlli sulla biosicurezza vengono effettuati dai Servizi IAPZ e SA secondo le rispettive competenze, la realizzazione di un buon sistema di controllo assume un valore trasversale tra i Servizi e costituisce la prima linea di difesa nei confronti dell’ingresso delle malattie.

Nell’ambito dell’Area Vasta 4 questa interazione, tramite valutazioni congiunte, seppur specifiche per competenza, permette ad esempio, di accreditare le aziende commerciali di suini che ne fanno richiesta, per la malattia di Aujeszky e per la Trichinella, prendendo in considerazione tutti gli aspetti che concorrono all’acquisizione di queste importanti qualifiche sanitarie.

Come detto, la verifica della sussistenza delle misure specifiche ha lo scopo di controllare le potenziali vie di introduzione e diffusione dell’infezione e garantire la possibilità di rintraccio di animali, cose e mezzi contaminati nel caso in cui ciò si verifichi.

Tali accertamenti comprendono i riscontri del rispetto delle misure strutturali nonché delle misure gestionali e igienico-sanitarie degli allevamenti (riproduzione, ingrasso, svezzamento, stalle di sosta, stalle di commercianti e centri di raccolta) e dei mezzi di trasporto.

Queste attività, nelle Marche, sono previste dalla D.G.R. 880 del 19 ottobre 2015 che, recependo la normativa nazionale, ha dettato le procedure che hanno costituito il Piano Regionale Integrato dei controlli per gli anni 2015-2018, attualmente ancora in vigore.

A tal fine è giusto ricordare che già alcune disposizioni di legge del passato, come il D.M. 01.04.1997 (Piano nazionale di controllo della malattia di Aujesky nella specie suina), introducevano l’obbligatorietà del  rispetto di alcune norme basilari di biosicurezza in tutti gli allevamenti. Il tutto è stato ribadito a livello locale dalla Nota del Dirigente P.F. VSA n.199480 del 09.10.07Norme di biosicurezza negli allevamenti di suidi”.

Scopo dei controlli effettuati dai Servizi Veterinari dell’Area Vasta 4 è quello di valutare le misure adottate dalle aziende in merito all’applicazione delle “buone pratiche di gestione dell’allevamento” usufruendo di  schemi esemplificativi e modulistica appropriata tale da consentire il soddisfacimento dei requisiti in merito a:

-anagrafe suina (l'autorizzazione sanitaria dell'azienda, la corretta iscrizione in BDN, inclusa la rispondente indicazione sulla tipologia produttiva);

-gestione del farmaco veterinario;

-requisiti igienici e complesso delle norme di biosicurezza (l'idoneità della struttura a detenere animali, anche in relazione alle capacità produttive, la struttura dell'allevamento, le modalità gestionali dell'azienda, l’utilizzo di attrezzature ed impianti, i flussi di animali, il personale, i mezzi di trasporto);

-benessere animale;

-alimentazione.

Nei quaranta comuni che costituiscono la Provincia di Fermo ed il territorio dell’Area Vasta 4 sono registrati 1723 allevamenti di suini (dato estratto da BDN) divisi per tipologia in:

  • N° 33 da riproduzione
  • N° 53 da ingrasso
  • N° 1637 familiari per autoconsumo (il dato potrebbe essere “per difetto” in quanto non tutti gli allevamenti con un suino erano registrati, in base alle precedenti indicazioni normative).

Ai fini della vigilanza gli allevamenti di suini soggetti al Controllo Ufficiale sulla biosicurezza sono quelli da ingrasso e riproduzione. Nell’Area Vasta 4 sono stati controllati, nell’anno 2018 appena trascorso, 17 allevamenti di  suini di cui 8 da riproduzione e 9 da ingrasso.

All’atto del controllo sono stati stilati opportuni verbali di sopralluogo e Check list, il cui fac-simile è quello proposto dall’Ordinanza Ministeriale del 12 aprile 2008. Le verifiche effettuate hanno fornito tutte esito positivo. Solo per un allevamento è stato espresso un parere favorevole/condizionato in quanto non erano presenti, al momento del sopralluogo, i piani di derattizzazione e di pulizia e disinfezione dell’allevamento.

Tutta la documentazione prodotta è stata archiviata infine presso la sede centrale del Servizio Igiene degli Allevamenti e Produzione Zootecniche di Fermo, ed è facilmente accessibile per eventuali controlli nonché consultabile in qualsiasi momento.

Al termine dell’annata si è valutato di programmare, nell’anno 2019, un evento formativo avente per tema la biosicurezza e le registrazioni delle movimentazioni dei suini sulla Banca Dati Nazionale, diretto agli allevatori presenti sul territorio.

Si rimarca purtroppo l’impossibilità dell’inserimento dei sopralluoghi eseguiti nell’applicativo “controlli” della BDN (Banca Dati Nazionale), in quanto la voce “biosicurezza” non risulta ancora attiva.

Anche in conseguenza di ciò non sono disponibili rendicontazioni a livello centrale delle verifiche effettuate, né risulta avviata una trasmissione di flussi  dati, come ormai istituzionalizzata invece per altre attività di controllo, tra Aree Vaste e Regione.

 

AUTORI

Dr. F. Marinelli

Dr. G. Iacchia

D.ssa L. Sgolastra

 

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Categorie: Biosicurezza
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