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Relazione finale PNR 2019

  • 14 ottobre 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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Lo scorso 7 Ottobre, Il Ministero della Salute ha pubblicato la Relazione contenente i risultati dei controlli ufficiali svolti in attuazione del Piano Nazionale Residui - Anno 2019.

In particolare, il Piano Nazionale Residui (PNR) è un piano di sorveglianza che si attua in Italia per ricercare i residui delle sostanze farmacologicamente attive e dei contaminanti negli animali vivi, nei loro escrementi e nei liquidi biologici, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio nonché nei tessuti e negli alimenti di origine animale. Il campionamento si effettua nella fase di allevamento degli animali e nella fase di prima trasformazione dei prodotti di origine animale.

Gli obiettivi del PNR sono i seguenti:

1) svelare i casi di somministrazione illecita di sostanze vietate;

2) evidenziare i casi di somministrazione di sostanze non autorizzate o utilizzate a condizioni diverse da quelle autorizzate;

3) verificare la conformità degli alimenti rispetto ai limiti massimi di residui e tenori massimi, fissati dalle norme comunitarie e nazionali, per i medicinali veterinari, per i prodotti fitosanitari e per i contaminanti ambientali.

Il PNR viene predisposto annualmente dal Ministero della Salute sulla base delle indicazioni previste dalle norme europee (Decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158 e successive modifiche, in attuazione di provvedimenti comunitari) e in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome, i Laboratori Nazionali di Riferimento per i residui e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

L’elaborazione del piano si basa su:

▪ specifiche richieste della Commissione europea e dei Laboratori Europei di Riferimento per i residui;

▪ non conformità riscontrate negli anni precedenti;

▪ variazione delle realtà produttive territoriali;

▪ segnalazioni di allerta, attivate negli anni precedenti, relative a residui chimici in alimenti e mangimi;

▪ aggiornamenti scientifici e/o normativi;

▪ qualsiasi altro elemento ritenuto utile ai fini della sorveglianza dei residui (attività dei NAS, indicazioni da parte del Nucleo di farmacosorveglianza, dati di utilizzo dei farmaci, ecc.).

Le categorie animali e i prodotti di origine animale oggetto di indagine nel PNR sono i seguenti: bovini, suini, ovi-caprini, equini, volatili da cortile, conigli, selvaggina allevata, selvaggina cacciata, acquacoltura, latte, uova e miele.

I gruppi di residui o di sostanze da ricercare sono quelli indicati nell’Allegato I del D.lgs 158/2006 dove sono suddivisi in sostanze del gruppo A (sostanze vietate ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate) e sostanze del gruppo B (medicinali autorizzati e agenti contaminanti).

 

 

Il campionamento è eseguito in maniera imprevista, inattesa e in momenti non fissi e in giorni non particolari della settimana, ad intervalli variabili distribuiti sull’intero arco dell’anno, adoperando ogni precauzione atta a garantire che il “fattore sorpresa” nei controlli sia costante. I campioni prelevati in attuazione del PNR inoltre sono campioni mirati, vale a dire prelevati con lo scopo svelare un trattamento illecito o verificarne la conformità dei residui con i limiti massimi fissati dalle pertinenti normative.

È inoltre importante chiarire che nell’ambito del PNR sono previsti tre tipi di attività:

- Piano;

- Extrapiano;

- Sospetto.

Il Piano propriamente detto prevede il prelievo di campioni mirati, pianificati dal Ministero per i diversi settori produttivi sulla base dell'entità delle produzioni nazionali e regionali, secondo i requisiti stabiliti dalle norme europee.

L’Extrapiano è predisposto dal Ministero o dalle Regioni nei casi di specifiche esigenze nazionali o locali, al fine di intensificare i controlli per la ricerca di sostanze chimiche in specie/categorie animali, prodotti di origine animale/matrici, già previsti dal piano. Anche i campioni programmati come Extrapiano sono mirati.

Il campionamento su Sospetto prevede il prelievo di campioni nei casi in cui ci sia motivo di sospettare la presenza di residui. Il campionamento può essere causato da una prima positività riscontrata nell’ambito del Piano o dell’Extrapiano, può essere di tipo clinico-anamnestico, laddove il veterinario al momento del prelievo rilevi indizi di alterazioni cliniche o modifiche di organi e tessuti, oppure causato da esiti diagnostici sospetti al test istologico o in caso di macellazioni speciali d’urgenza.

Il prelievo dei campioni spetta quindi ai Servizi Veterinari delle Autorità Sanitarie Locali e le analisi sono effettuate dai laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Ciascun Istituto Zooprofilattico Sperimentale provvede all’inserimento nel sistema informativo NSIS/PNR (Nuovo Sistema Informativo Sanitario), con cadenza bimestrale, di tutti i dati relativi ai campioni di propria competenza territoriale, anche per analisi effettuate da un altro laboratorio.

Gli Assessorati delle regioni o delle province autonome verificano le informazioni presenti nel sistema, inseriscono le informazioni sulle azioni intraprese nei casi di non conformità e le conclusioni della valutazione, provvedono alla convalida al fine di ufficializzare il dato e renderlo disponibile per la successiva elaborazione e trasmissione, da parte del Ministero, ad EFSA e alla Commissione europea.

Una novità del PNR 2019, è data dal fatto che sono stati programmati dei campionamenti da animali spediti da Stati Membri ed inviati direttamente ad uno stabilimento di macellazione italiano. Tale attività è stata programmata al di fuori del sistema informatico NSIS/PNR New ed è stata disposta dagli UVAC, con il coordinamento dell’Ufficio 8 della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari (DGSAF), prevedendo campionamenti al macello di bovini, suini, equini ed ovi-caprini.

Nell’ambito del PNR 2019 quindi sono stati prelevati in totale 35.400 campioni per un totale di 344.686 determinazioni analitiche, di cui

  • 31.705 in attuazione del Piano mirato (273.005 determinazioni analitiche),
  • 2.353 in attuazione dell’Extrapiano (29.149 determinazioni analitiche),
  • 1.342 prelevati su Sospetto (42.532 determinazioni analitiche).

Su 169 campioni prelevati non è stato possibile effettuare l’analisi in quanto il campionamento non è risultato idoneo per diverse motivazioni (quantitativo insufficiente, matrice non prevista dal Piano per l’accertamento richiesto, confezionamento irregolare, campione conferito oltre i 2 giorni lavorativi, aliquote errate, cattivo stato di conservazione, verbale non correttamente compilato, caratteristiche chimiche inadatte).

I campioni sono stati analizzati sia per sostanze del gruppo A (sostanze vietate e non autorizzate) che per sostanze del gruppo B (medicinali autorizzati e contaminanti) e alcuni per le sostanze di entrambi i gruppi.

Nell’ambito del Piano mirato, i campioni risultati irregolari per la presenza di residui sono stati complessivamente 26, pari allo 0,1% del totale dei campioni prelevati.

Non sono state rilevate non conformità in prodotti/animali provenienti dagli altri Stati Membri ma solo in prodotti/animali di provenienza nazionale.

Dei 26 campioni irregolari, 3 sono risultati non conformi per la presenza di residui appartenenti alla categoria A e 23 per la presenza di residui di sostanze della categoria B.

In particolare la maggior parte delle non conformità è riferibile al superamento dei limiti massimi di residui per le sostanze antibiotiche, seguiti, con percentuali notevolmente più basse, da coloranti e cortisonici.

Per quello che riguarda le non conformità riscontrate, l’andamento è in linea con il trend discendente degli ultimi anni.

Per quanto riguarda l’Extrapiano, nel 2019 non sono state programmate attività nazionali ma esclusivamente attività regionali. In particolare sono stati prelevati in totale 2.353 campioni, in diverse regioni (nessuno nella Regione Marche), sebbene siano stati programmati in NSIS/PNR 735 prelievi di campioni per tale attività solamente in 3 regioni.

La maggior parte dei campionamenti è stata effettuata sul latte per la ricerca di sostanze antibatteriche e di aflatossine.

I campioni che hanno fornito risultati irregolari per la presenza di residui sono stati complessivamente 5, pari allo 0,2% del totale dei campioni prelevati.

Infine nell’ambito del campionamento su Sospetto, emerge una predominanza della ricerca di sostanze autorizzate, in particolare antibiotici, cortisonici e antinfiammatori non steroidei.

In totale sono stati riscontrati 56 campioni non conformi, pari al 4,1% del totale dei campioni prelevati con tale strategia di campionamento. La maggior parte delle non conformità sono riferibili alla presenza di sostanze antibiotiche, prevalentemente sulla categoria dei bovini, a seguito di macellazione speciale di urgenza. Non sono state invece riscontrate non conformità a seguito di esiti sospetti al test istologico.

Nella relazione ministeriale è inoltre presente un FOCUS SUGLI ANTIBIOTICI e cliccando sul seguente link si rimanda ad un articolo sull’argomento.

 

Per maggiori dettagli e approfondimenti è possibile consultare la Relazione PNR, dati 2019

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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