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SORVEGLIANZA ATTIVA ENCEFALOPATIE SPONGIFORMI TRASMISSIBILI OVICAPRINE

Campionamento animali morti anno 2019 e gestione focolai in AV5

  • 31 ottobre 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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Le Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST o TSE) sono malattie neurodegenerative causate da prioni. Gli ovicaprini possono essere colpiti da Scrapie Classica o Scrapie Atipica, ma il rischio è che la BSE possa trasmettersi a queste specie con conseguente pericolo per l'uomo. Comunque i  controlli effettuati a partire dal 2001 permettono di concludere che tale rischio è trascurabile.

 Il vigente Regolamento CE 999/2001 e s.m.i. prevede che ogni Stato membro attui un programma annuale di sorveglianza attiva e passiva delle EST. Per quanto riguarda la sorveglianza attiva sui piccoli ruminanti, ogni stato membro deve determinare sul proprio territorio di competenza il numero minimo di capi, sia morti in stalla sia regolarmente macellati, da sottoporre a controllo. Per la Regione Marche, in base al DDPF VSA n.43/2019 è stato stabilito che il campione minimo di capi morti in stalla di età superiore a 18 mesi o con due incisivi permanenti spuntati  da sottoporre a test rapido è di 35 per gli ovini e di 10 per i caprini presso l’AV5. Allo stato attuale è stato superato il numero minimo fissato. Tutti i campioni sono stati inviati all'IZSUM Sez. Fermo e dalle analisi sono emerse due positività al test rapido su due teste di ovini morti in stalla mentre una terza positività si è avuta su un caprino controllato al mattatoio. Come da protocollo, gli stessi campioni sono stati testati dal CEA di Torino (Centro di referenza per le Encefalopatie spongiformi Animali) che ha confermato le positività e dall’Istituto Superiore di Sanità che ha stabilito che si trattava in tutti i tre casi di Scrapie Classica.

I focolai si sono verificati nei mesi di febbraio, aprile e agosto nel territorio di San Benedetto del Tronto.

Nella fase di sospetto, il servizio veterinario di sanità animale (SSA) ha eseguito un sopralluogo negli allevamenti con effettuazione del censimento degli animali, delle indagini clinica ed epidemiologica, e con disposizione delle prime misure sanitarie, tra cui il sequestro sanitario, il divieto di introduzione e di spostamento degli animali, la distruzione delle eventuali placente e la disinfezione delle aree destinate ai parti con ipoclorito di sodio 2% o idrossido di sodio 1M.

È stato anche disposto il divieto di utilizzo del latte e dei prodotti lattiero caseari per il consumo umano fino a conferma diagnostica che escludesse la presenza di BSE; pertanto, in tale periodo di tempo, gli allevatori coinvolti hanno scelto di destinare il latte esclusivamente all’alimentazione degli animali detenuti in azienda.

I tre focolai sono stati notificati sul Sistema Informativo nazionale per la Notifica delle Malattie Animali (SIMAN) in ottemperanza alle disposizioni ministeriali.

A seguito di conferma, le misure che si possono intraprendere sono:

Opzione 1 - Abbattimento e distruzione totale del gregge e successivo test; in deroga si possono destinare gli animali alla macellazione per il consumo umano previo test di laboratorio ed escludere gli agnelli e i capretti di età inferiore a tre mesi dall’abbattimento e dalla distruzione completa  purché siano macellati per il consumo umano entro i tre mesi di età.

Opzione 2 – Abbattimento e distruzione selettiva degli animali suscettibili previa genotipizzazione ad eccezione dei maschi ARR/ARR, delle femmine con almeno un ARR e nessun VRQ, degli agnelli e capretti di età inferiore a 3 mesi destinati al macello senza essere genotipizzati, previa asportazione del materiale specifico a rischio, del cranio a partire dalla quarta vertebra cervicale e dell'intero pacchetto intestinale. In deroga all'abbattimento e distruzione si può eseguire la macellazione per il consumo umano o differire l'abbattimento e distruzione o macellazione per un periodo massimo di 3 anni dalla conferma nelle greggi il cui livello di resistenza genetica è basso.

Opzione 3 – Nessun obbligo di abbattimento e di distruzione completa degli animali qualora la frequenza dell'allele ARR nell'allevamento sia basso onde evitare la consanguineità.

Viste le condizioni, gli allevatori hanno scelto l'opzione 2 con deroga al consumo umano e la macellazione immediata di tutti i capi suscettibili e dei maschi eterozigoti resistenti. Pertanto il SSA ha provveduto alla genotipizzazione dell'intero effettivo sia su ovini che su caprini qualora le due specie fossero compresenti prelevando campioni di sangue in EDTA. Al fine di garantire la rintracciabilità dei capi sottoposti a genotipizzazione, gli animali sono stati rimarcati con bolo endoruminale. In totale sono stati campionati 1066 ovicaprini e inviati al macello sotto vincolo sanitario 370 ovini genotipizzati più 3 agnelli non testati con una percentuale pari al 35% di capi macellati. I suddetti capi provengono dai primi due focolai. Per quanto riguarda il terzo focolaio, sono state concordate con l’allevatore le modalità di gestione del focolaio e si è in attesa di ricevere i boli endoruminali per la rimarcatura dei capi e la successiva genotipizzazione. L'invio al mattatoio è stato programmato con i colleghi del SIAOA una volta sentito il laboratorio dell'IZSUM sez. Fermo a cui erano destinate le teste dei capi con età superiore a 18 mesi per gli esami di rito. Tutte le carni sono risultate idonee per la vendita o l'autoconsumo. 

Gli allevatori coinvolti nei focolai saranno indennizzati delle perdite ai sensi della Legge 2 giugno 1988, n. 218 per i capi obbligatoriamente macellati e per il latte non destinato al consumo umano. L'indennizzo viene calcolato in base al valore di mercato facendo la media dei prezzi di tutte le piazze riportate sul listino ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) per ogni specie e categoria di animali riferito alla data dell'Ordinanza Sindacale di abbattimento, detratto l'importo ricavato dalla vendita delle carni. La Regione è l’Ente preposto alla liquidazione degli indennizzi.

Le azioni successive alla chiusura dei focolai, da condurre in allevamento, sono:

a) introduzione di soli ovini maschi con genotipo ARR/ARR e  femmine con almeno un allele ARR e nessun VRQ;

b) movimentazioni in uscita senza alcuna limitazione per i capi ARR/ARR mentre le femmine con un solo ARR possono essere macellate o spostate verso allevamenti di pari livello sanitario;

c) genotipizzazione dei nuovi nati di sesso maschile al fine di destinare al macello quelli con un solo ARR;

d) sorveglianza attiva per 2 anni su tutti i macellati e i morti in allevamento, di età superiore a 18 mesi, ad eccezione degli ovini con genotipo ARR/ARR.

Al fine di costituire in tempi brevi una popolazione di animali genotipicamente resistenti, è stato consigliato agli allevatori di creare dei gruppi di monta con le femmine omozigoti separate da quelle eterozigoti in modo da avere una discendenza sicuramente omozigote.

La selezione genetica, avviata con il DM 17 dicembre 2004, è la via più efficace nella gestione delle EST ovine e resta l'unica arma per prevenire i gravi problemi che creano al comparto zootecnico ovicaprino.

 

Genotipo

Sesso

Destinazione

Omozigote resistente

solo alleli ARR

ARR/ARR

M/F

Vita

Eterozigote resistente

 un allele ARR

ARR/AXX

F

Vita

Eterozigote resistente

 un allele ARR

ARR/AXX

M

Macello

 Suscettibile

nessun allele ARR

AXX/AXX

M/F

Macello

Altamente suscettibile

allele VRQ

AXX/VRQ

ARR/VRQ

VRQ/VRQ

M/F

Macello

Tabella: destinazione degli ovini genotipizzati in un focolaio di scrapie

 

Autore: Dott.ssa Maria Gabriella Pistilli

 

Il presente articolo è stato redatto in attuazione alla Determina DG/ASUR n.734/2016 nell’ambito

della Comunicazione del rischio AV5-2019

 

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Categorie: Scrapie
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