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WEST NILE DISEASE: MISURE DI PREVENZIONE E SORVEGLIANZA

  • 10 gennaio 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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La West Nile Disease è una malattia sostenuta da un virus appartenente alla famiglia Flaviviridae che, in condizioni naturali, è trasmesso all’uomo e agli animali attraverso la puntura di zanzare infette. L’infezione da West Nile Virus (WNV) decorre in forma asintomatica nell’80% circa dei casi e febbrile simil-influenzale nel 20% circa dei casi (West Nile Fever o Febbre del Nilo occidentale). I casi gravi di encefalite o meningite sono meno dell’1%. Le forme gravi si osservano in soggetti di età superiore ai 60 anni, o affetti da altre patologie, o trapiantati e possono condurre a morte in un caso su dieci. Ad oggi non sono disponibili per l’uomo né vaccini né trattamenti antivirali.

Il primo isolamento del virus risale al 1937 in Uganda, da una donna con febbre che viveva nel distretto di West Nile. Da allora sono state descritte diverse epidemie che, fino alla prima metà degli anni ’90, sono state caratterizzate prevalentemente da forme febbrili, successivamente sono aumentati i casi di malattia nervosa grave.

La diffusione geografica del virus West Nile è ampia e include parti di Europa, Asia, Africa, Australia e Nord, Centro e Sud America.

In Italia il primo focolaio di West Nile Disease è stato diagnosticato nei cavalli in Toscana nel 1998 nella zona umida Padule di Fucecchio, in esso morirono sei cavalli nel periodo compreso tra agosto e ottobre.

Modalità di trasmissione

In natura il virus circola tra zanzare, appartenenti principalmente al genere Culex, e uccelli.

La zanzara infetta trasmette il virus all’uccello durante il pasto di sangue; nel sangue dell’uccello il virus

si moltiplica fino a raggiungere, in alcuni casi, una concentrazione molto elevata, sufficiente ad infettare le zanzare che compiranno su di esso il loro pasto di sangue.

 

Trascorsa una settimana, le zanzare così infettate sono a loro volta in grado di infettare altri uccelli. In questo ciclo di trasmissione le zanzare rappresentano il vettore del virus e gli uccelli i serbatoi ed amplificatori virali in quanto mantengono il virus in natura e ne consentono la moltiplicazione e la successiva trasmissione ad altre zanzare. Gli uccelli migratori sono ritenuti i principali responsabili della disseminazione del WNV tra aree anche geograficamente distanti tra loro e della sua reintroduzione in aree in cui si osservano episodi sporadici.  Il virus può rimanere in una determinata area geografica nel corso degli anni grazie all’instaurarsi di un ciclo di trasmissione tra uccelli stanziali e zanzare appartenenti a specie competenti a trasmettere il virus che trovano, in quell’area geografica, le condizioni idonee alla loro sopravvivenza.

Il WNV può infettare la maggior parte delle specie aviarie con conseguenze variabili. Alcune sembrano resistenti in quanto non sviluppano forme cliniche, mentre altre (tra le quali corvi e ghiandaie) soccombono per forme nervose.  

L’uomo e gli equidi entrano nel ciclo di trasmissione del WNV attraverso i cosiddetti “vettori ponte”: specie di zanzare che compiono il pasto di sangue sia sugli uccelli che sui mammiferi. Entrambi sono ospiti a fondo cieco non potendo, in condizioni naturali, trasmettere l’infezione poiché la concentrazione del virus nel loro sangue non raggiunge i livelli necessari ad infettare le zanzare che li dovessero pungere. Tuttavia nell’uomo, seppur raramente, è possibile la trasmissione sia attraverso trasfusioni di sangue e trapianti d’organo, sia con il latte materno.

Prevenzione e sorveglianza

Conoscere le caratteristiche del ciclo di trasmissione del WNV è fondamentale per la scelta delle misure da adottare al fine di prevenire l’insorgenza della malattia all’uomo. In Italia è attivo dal 2002 un Sistema di Allerta Rapido che si concretizza nell’espletamento di un Piano di Sorveglianza il cui scopo è quello di rilevare precocemente la circolazione virale negli animali e negli insetti per mettere prontamente in atto le misure volte a proteggere l’uomo dall’infezione. Il piano è sottoposto annualmente a revisione e modificato se la mutata situazione epidemiologica lo richiede. Dal 2016 la sorveglianza veterinaria e quella dei casi umani sono integrate in un unico “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu”.

La sorveglianza veterinaria è mirata agli uccelli, agli equidi e agli insetti vettori e le modalità di attuazione sono differenziate per area geografica. Sul territorio nazionale si distinguono:

  • aree endemiche: province in cui il WNV sta circolando o ha circolato negli anni precedenti e dove si sono osservati ripetutamente episodi di infezione, e le aree limitrofe;
  • il resto del territorio nazionale.

Sono aree endemiche: il territorio della Lombardia, ad eccezione delle province di Como, Lecco, Sondrio e Varese, tutto il territorio del Veneto tranne la provincia di Belluno, l’Emilia Romagna, il Piemonte, la provincia di Viterbo nel Lazio, le province di Grosseto, Livorno e Pisa in Toscana, la Sicilia e la Sardegna.

La regione Marche fa parte del resto del territorio nazionale, non essendo stata registrata circolazione virale nel corso degli anni di espletamento del piano.

Il Piano prevede attività di sorveglianza attiva e attività di sorveglianza passiva.

Sorveglianza attiva

Nelle aree endemiche la sorveglianza attiva consiste nell’eseguire controlli programmati negli uccelli da marzo a novembre, per evidenziare in essi la circolazione del virus, e nell’effettuare nello stesso periodo catture di insetti con apposite trappole, ogni quindici giorni, per valutare la presenza di zanzare, identificarne la specie e verificare in esse l’eventuale presenza di WNV.

Nel resto del territorio nazionale la sorveglianza attiva consiste nell’eseguire controlli a campione sugli equidi, da luglio a novembre, per evidenziare mediante apposito test sul siero di sangue, gli anticorpi prodotti nello stadio iniziale dell’infezione. Se si riscontrano delle positività si eseguono ulteriori controlli per identificare l’area interessata dalla circolazione virale.

Sorveglianza passiva

Le attività di sorveglianza passiva sono attuate indistintamente su tutto il territorio nazionale e consistono nella notifica immediata:

  • di tutti i casi di sintomatologia nervosa negli equidi, seguita dagli approfondimenti diagnostici necessari a confermare o escludere la WND
  • di tutti gli episodi di mortalità in uccelli selvatici non riferibili ad altre cause, in particolare in quelli che si verificano nel periodo di attività dei vettori, per poter effettuare gli esami virologici per WNV sugli organi interni degli esemplari rinvenuti morti
  • di tutti i casi di malattia neuro-invasiva e/o di infezione recente nell’uomo.

La maggior parte delle attività si svolgono da marzo a novembre data stagionalità dell’attività dei vettori. La cessazione delle attività di sorveglianza attiva è tuttavia posticipata se si registrano condizioni climatiche eccezionali favorevoli alla sopravvivenza del vettore e la sorveglianza entomologica ne evidenzia la presenza oltre il normale periodo di attività.  

Quando la presenza del WNV si rileva nelle zanzare o negli uccelli, o si evidenzia l’infezione negli equidi, diventa concretamente possibile la trasmissione all’uomo. Pertanto, dai risultati dell’attività di sorveglianza veterinaria negli uccelli, negli equidi e negli insetti vettori, dipende l’adozione dei provvedimenti necessari a prevenire la trasmissione del WNV all’uomo.

I provvedimenti volti a prevenire la trasmissione di WNV all'uomo si articolano su più fronti:

  • la lotta ai vettori
  • l’avvio delle attività di sorveglianza e controllo della malattia nell’uomo
  • l’informazione alle persone che frequentano l’area interessata dalla circolazione del WNV affinché si proteggano dalle punture degli insetti vettori
  • l’attivazione delle misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, il riscontro della prima positività per WNV nelle zanzare, nell’avifauna selvatica e/o negli equidi fa immediatamente scattare nell’intera provincia le misure di prevenzione trasfusionale del WNV che consistono nell’introduzione del test per l’individuazione del WNV su singolo campione, su tutte le donazioni raccolte nell’intera provincia. Inoltre su tutto il territorio nazionale i donatori di sangue che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia interessata dalla circolazione di WNV non potranno donare per i successivi 28 giorni, a meno che il sangue non venga sottoposto al test obbligatorio per le province con circolazione virale (Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità).

Dati sulla sorveglianza in Europa dal 2013 al 2018

Sorveglianza umana

Nel periodo 2013-2017 nell’Unione Europea sono stati notificati complessivamente 987 casi con un minimo di 76 nel 2014 ed un massimo di 331 nel 2013. Nel 2017 l’infezione da WNV è stata autoctona in otto Stati membri (Austria, Bulgaria, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria, Italia e Romania) e nel 98% dei casi. Tre Stati Membri hanno notificato più dei due terzi dei casi: Romania (31%), Italia (26%), Grecia (23%) (The European Union summary report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks in 2017).

Nel 2018 i casi di infezione da WNV nell’uomo sono aumentati di sette volte rispetto al 2017: ne stati notificati 1.503, oltre un terzo dei quali in Italia. Come nel 2017 Italia, Grecia e Romania insieme hanno notificato oltre i due terzi dei casi registrati in UE. Rispetto al biennio 2016-2017 non sono variate in modo significativo né la letalità, né l’incidenza delle forme neuro-invasive sulle forme sintomatiche (Epidemiological update: West Nile virus transmission season in Europe, 2018). 

Sorveglianza veterinaria

Per quanto riguarda la sorveglianza sugli uccelli, nel 2017 sono stati testati per WNV oltre 11.000 soggetti, prevalentemente selvatici, di cui il 60% in Italia e circa il 30% in Spagna. Sono state rilevate positività in tutti gli stati membri tranne che in Francia.

Per quanto riguarda la sorveglianza sugli equidi, nel 2017 sono stati esaminati più di 11.500 equidi in 12 stati membri, di questi oltre il 60% in Italia. Sono stati registrati 84 focolai di WND con il coinvolgimento di 127 equidi (The European Union summary report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks in 2017).

Nel 2018 i focolai negli equidi (285) sono più che triplicati rispetto all’anno precedente (Epidemiological update: West Nile virus transmission season in Europe, 2018).    

Dati sulla sorveglianza in Italia nel 2008

Sorveglianza umana

In Italia da giugno 2018 sono stati segnalati 576 casi autoctoni di infezione da WNV, in sei regioni. Il numero maggiore di casi si sono verificati in Veneto ed Emilia Romagna e nel mese di agosto. Le forme febbrili sono state circa il 48% sul totale dei casi, le forme neuro-invasive il 40%, la metà delle quali in soggetti di età superiore ai 75 anni. I restanti casi sono state positività in donatori di sangue.

 

Sorveglianza veterinaria

 In Italia negli equidi si sono registrati 146 focolai, in cui erano presenti complessivamente 1.615 capi, in nove regioni: le sei in cui si sono verificati casi umani e Lazio, Basilicata e Puglia. Si sono osservati sintomi clinici in poco più di due focolai su dieci. I soggetti infetti rispetto al numero totale di equidi presenti nei 146 focolai sono stati il 13%. Il 18% degli equidi infetti ha presentato sintomi clinici ed in questi la mortalità è stata del 4%.

Per quanto riguarda la sorveglianza negli uccelli, sono state riscontrate positività per WNV in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Sardegna, in 208 uccelli stanziali e in 103 uccelli selvatici. Il maggior numero di positività nei selvatici si sono rilevate nei mesi di luglio e agosto.

La sorveglianza entomologica ha evidenziato positività nelle zanzare in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, le stesse regioni in cui si sono registrati casi nell’uomo (Fonte: Sistema Informativo Nazionale sulla West Nile Disease – Usutu).

 

Dati sulla sorveglianza veterinaria nelle Marche nel 2018

 Nelle Marche, regione con assenza di circolazione virale, nel 2018 si sono svolte le attività previste dal Decreto del Dirigente della P.F. Prevenzione Veterinaria e Sicurezza alimentare N. 118/VSA del 03/09/2018:

  1. Sorveglianza clinica degli equidi
  2. sorveglianza sierologica su un campione di almeno 212 equidi, di cui 44 per l’Area Vasta n. 2
  3. sorveglianza su carcasse di uccelli selvatici.

Per quanto riguarda il punto 2 sono stati sottoposti a prelievo complessivamente 250 equidi, di cui 50 cavalli in Area Vasta N. 2 nel periodo luglio-ottobre. Tutti i campioni sono risultati negativi per anticorpi rilevabili nello stadio iniziale dell’infezione da WNV.

 

Per quanto riguarda il punto 3, non sono state rilevate positività per WNV negli uccelli. Nell’Area Vasta N. 2 sono state analizzate sei carcasse di volatili rinvenute nei mesi di febbraio (uno sparviero e una tortora), marzo (uno svasso, un colombo viaggiatore, una tortora) e agosto (un merlo).

 

La sorveglianza entomologica non era prevista, tuttavia sono state effettuate alcune catture di insetti ad ulteriore verifica della situazione nella popolazione di zanzare. In particolare per quanto riguarda l’Area Vasta N. 2, sono state posizionate trappole in 12 siti, ubicati in cinque comuni: Ancona (8 siti), Falconara Marittima (1), Corinaldo (1), Jesi (1) e Montemarciano (1), per un totale di 43 catture distribuite nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre. La presenza della zanzara vettrice del WNV è stata riscontrata nella quasi totalità delle catture, ma tutti i pool di zanzare sono risultati negativi per WNV.

Concludendo…

La West Nile Disease è una malattia virale ampiamente diffusa trasmessa da vettori. Nel 2018 si è osservato un forte aumento del numero dei casi nell’uomo. Il rischio di trasmissione del virus West Nile è complesso e vede implicati il virus, gli uccelli, le zanzare, le condizioni climatiche e l’uomo con i suoi comportamenti. La sorveglianza umana, animale ed entomologica, che richiede un impegno notevole di tutti gli enti coinvolti, inclusi i servizi di sanità animale dei dipartimenti di prevenzione,  consente di individuare precocemente la circolazione del virus e di conoscerne la distribuzione geografica, al fine di poter adottare misure utili a prevenire l’infezione nell’uomo.

In presenza di circolazione virale sono fondamentali gli interventi contro i vettori (trattamenti adulticidi e larvicidi, eliminazione dei focolai larvali, ovvero raccolte d’acqua favorevoli alla moltiplicazione delle zanzare) e la comunicazione alla cittadinanza. La comunicazione è indispensabile per rendere consapevole del rischio la cittadinanza ed informarla sui comportamenti da adottare per prevenire o limitare il rischio di contrarre la malattia, proteggendosi dal contatto coi vettori  mediante l’uso, nelle ore serali e notturne, di un abbigliamento adeguato e di insetto-repellenti e posizionando barriere meccaniche, come zanzariere a maglia fitta, a porte e finestre.

 

Autore. Dr.ssa Michela Bonci

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